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Cinque udienze dal gup e una condanna per droga con l’imputato scarcerato
Circa 80 le persone registrate e munite di autocertificazione che sono entrate al Galli Tassi per presenziare ai processi o depositare atti in cancelleria
Luca Tronchetti / LUCCA
Il «lockdown» è terminato, ma la ripresa sarà lenta e graduale in attesa che i dati a livello nazionale possano dare, magari tra due settimane, un’accelerazione al sistema giudiziario. Ieri mattina al Galli Tassi per la riapertura - dopo lo stop imposto il 9 marzo dal Governo - sono state circa 80 le persone, nella stragrande maggioranza avvocati civilisti e penalisti, che attraverso apposito modulo di autocertificazione (nome, cognome, data di nascita, codice fiscale e firma), si sono registrati ai due ingressi posti in via Galli Tassi e in piazzale San Donato dichiarando di non aver febbre e non essere affetti da coronavirus. L’ ingresso principale utilizzato dai penalisti che dovevano partecipare alle udienze, depositare gli atti nelle cancellerie e - previo appuntamento fissato nei giorni precedenti via pec - chiedere un incontro con i magistrati per discutere di qualche procedimento in fase d’indagine. Il secondo ingresso per i civilisti che dovevano depositare memorie o partecipare ad udienze in materia di diritto di famiglia o legate alla nomina di tutori e curatori in materia di interdizione e inabilitazione. Affluenza scarsa, velocizzazione massima e distanziamento sociale con l’uso in tutto il palazzo di mascherine e guanti. In alcuni uffici della sezione civile (quella maggiormente colpita con il decesso di un giudice onorario e due impiegati contagiati) sono stati collocati i divisori in plexiglass per evitare il contatto tra dipendenti e con avvocati, praticanti e soggetti provenienti dall’esterno. Entro pochi giorni è previsto l’arrivo di uno o più termoscanner da installare all’ingresso del Galli Tassi dove si trova il metaldetector e dove ti accolgono tre agenti della security incaricati di controllare gli accessi e che fanno utilizzare un gel disinfettante per lavarsi le mani prima di varcare la soglia del palazzo di Giustizia.
CINQUE PROCESSI
L’ordinanza del presidente del tribunale Valentino Pezzuti parlava chiaro: 8 udienze nell’arco di altrettante ore (dalle 9 del mattino alle 16 del pomeriggio della durata di un’ora ciascuno). Ieri l’unica aula aperta era quella del giudice dell’udienza preliminare. É toccato ad Alessandro Trinci (pm Sara Polino) con mascherina d’ordinanza inaugurare la fase 2 dell’emergenza Covid. Cinque i processi trattati. Due per maltrattamento, già incardinati e con riti alternativi, altri rinviati su richiesta delle parti e una condanna per spaccio di droga in piazza d’Azeglio a Viareggio. Un marocchino residente a Bologna e detenuto nel carcere della città felsinea (non comparso in aula) accusato di detenzione ai fini spaccio. Moufth Bouzzah, 47 anni, difeso dall’avvocato Nicola Poli, è stato condannato a un anno e riconosciute le attenuanti è stato rimesso in libertà con obbligo di firma e il divieto di dimora nella provincia di Lucca. Il pm aveva chiesto 2 anni e 3 mesi. —
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