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Cambia vita e si reinventa sarta Storia di una giovane mamma

Emanuela Ambrogi
Cambia vita e si reinventa sarta Storia di una giovane mamma

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bagni di lucca

C’è quella di Sara Biagini tra le scelte che fanno cambiare vita ai tempi della ripartenza dopo la pandemia. Sara, 32 anni, vive con il compagno Andrea Ghersetti

ù e la figlia di tre anni, e ha deciso di lasciare la valle del Chianti, dove lavorava come cameriera, per tornare nella sua Mediavalle a fare la sarta, la sua passione.

Una scelta coraggiosa, quasi un azzardo in un mondo dominato dagli acquisti on line. Ma nella sua abitazione di Monti di Villa, ha deciso di tornare a cucire e ricamare, come faceva già da bambina, mentre il marito, impiegato, lavora in un’azienda. Sara ha conseguito la maturità scientifica, ma pratica da sempre l’arte del ricamo e del cucito, pur non avendo nessuno in famiglia che le ha trasmesso la passione. Ha frequentato i corsi di taglio e cucito a Borgo a Mozzano al “Maria Pia studio”, che rappresenta la scuola Sitam, e ora sta proseguendo nel perfezionamento. Taglia le stoffe con maestria, sa cucire gli abiti su misura e, in attesa delle clienti, ha confezionato anche orecchini in simil-pizzo macramè, sacchettini per la festa della mamma, cuscini e piccole idee regalo per addobbare la casa. La sua macchina ricamatrice le permette di cucire loghi per le aziende e le squadre sportive su magliette e tute. «Sono felice di essere tornata a Monti di Villa – racconta – qua la vita è più vera, diretta. Siamo rimasti quattro anni nel Chianti, anche là era bello. Abitavamo in un paesotto e avevo una mia piccola clientela, il passaparola aveva funzionato, ero proprio contenta di cucire gli abiti su misura, ho studiato per questo e ora realizzarli, vederli finiti mi fa felice. Quando ho deciso di imparare a fare la sarta ero nel periodo della maternità e lavoravo come cameriera. Ma quell’attività non mi avrebbe poi permesso di seguire la bambina. Così, d’accordo con Andrea, ho deciso di buttarmi nella sartoria, un mondo che mi appassiona».

Sara ha una pagina sul web dove è possibile vedere le sue creazioni. La giovane sarta si è attrezzata per poter servire in sicurezza la clientela appena passata la quarantena. La speranza è che – come sta avvenendo ad esempio per il cibo, con la riscoperta dei prodotti a chilometro zero, dei mercati e delle botteghe di paese – anche per la scelta di un capo di abbigliamento ci sia un ritorno al rapporto diretto con l’artigiano. —

Emanuela Ambrogi



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