Il Tirreno

Lucca

Il flash mob dei sovranisti va in scena in piazza Grande

Rossella Lucchesi
Il flash mob dei sovranisti va in scena in piazza Grande

Professionisti, operai, insegnanti nella manifestazione Poi un documento a prefetto e presidente della Provincia

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Rossella Lucchesi / lucca

Carlo Battistini è libero professionista a partita Iva, Francesco Cecchini metalmeccanico, Luca Dinelli operatore della sanità, Gina Truglio e Patrizio Marchi sono imprenditori, Daniela Volla è un’insegnante, Maria Grazia Da Costa e Patrizia Mazzei sono pensionate.

Ieri mattina erano in piazza Napoleone insieme a una trentina di cittadini e rappresentanti delle varie categorie sociali e imprenditoriali - rigorosamente a debita distanza - per manifestare contro la politica del governo Conte e rivendicare il diritto al lavoro, al reddito e alla libertà. Sono esponenti del comitato territoriale del movimento “Liberiamo l’Italia” scesi in piazza in contemporanea in diverse città italiane (in Toscana Lucca e Firenze) in segno di protesta per la situazione economico-sociale prodotta dalle misure adottate per contenere l’emergenza Covid-19. Con loro operai, cassintegrati, professionisti e genitori con figli al seguito.

«Siamo qui per dimostrare il nostro dissenso verso un governo schiavo dell’euro-Germania, incapace di dare risposte ai bisogni dei cittadini che da oltre due mesi sono segregati in casa, senza la possibilità di lavorare né di avere relazioni sociali e costretti al cosiddetto distanziamento sociale, mentre l’economia muore e con essa milioni di aziende e di posti di lavoro».

Esordisce così il portavoce del movimento, Leonardo Mazzei mentre esibisce un cartello che inneggia alla Costituzione italiana «che il governo, spiega, sta violando con provvedimenti inadeguati che porteranno alla catastrofe economica e sociale del nostro Paese. Al momento non c’è traccia del “decreto aprile” aggiunge, e non tutti hanno ricevuto l’elemosina di 600 euro, ma le tasse non sono state sospese e per molti lavoratori la cassa integrazione resta un miraggio. Serve denaro a fondo perduto, non prestiti e chiacchiere senza senso di chi ci ha costretti a due mesi di confinamento senza considerare il dramma psicosociale di milioni di persone gettate sul lastrico».

Affermazioni contenute nel documento che una delegazione di “Liberiamo l’Italia” ha poi consegnato al Prefetto e al presidente della Provincia di Lucca chiedendo loro di farsi interpreti del comune sentire di milioni di cittadini e di intervenire per una svolta radicale rispetto alla linea di governo fin qui seguita.

Il documento evidenzia inoltre la necessità impellente della riapertura delle attività e nel frattempo chiede alla Banca centrale di provvedere a stampare nuova moneta, come avviene in molti Stati del mondo per tamponare la crisi «le cui conseguenze, si legge nel testo, in termini umani potrebbero rivelarsi ancor più gravi dello stesso virus».

Secondo Liberiamo l’Italia - che chiede di riacquisire la sovranità monetaria attraverso un processo di indipendenza dall’Unione Europea - lo stato d’emergenza decretato dal governo è costituzionalmente illegittimo, in quanto lesivo della libertà e dei diritti sanciti dalla Carta del 1948 e sollecita pertanto il ripristino della legalità costituzionale, decisioni rapide che consentano la ripresa delle attività con aiuti a fondo perduto alle imprese e misure economiche efficaci per chi è rimasto senza lavoro. E ancora. Inammissibile ipotizzare la scuola con didattica a distanza che non potrà mai funzionare.

Quanto alla sanità, si rischia di andare incontro a situazioni di vantaggio di strutture private, penalizzando ancor di più il sistema sanitario pubblico. —

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