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«Bene le vendite in attesa di tempi migliori»
L’edicola di Michele Bertolucci, a Sant’Anna, è tornata a fare orario pieno: «Il lavoro non manca, dobbiamo essere fiduciosi»
lucca
«Anno bisesto, anno funesto. Così diceva mio padre all’inizio di quest’anno bisestile che nella tradizione popolare è foriero di sventura. Aveva ragione. Peggio non poteva andare, perché lui è scomparso pochi giorni fa e nel bel mezzo di questa terribile epidemia che ha sconvolto il mondo e continua ancora a mietere disgrazie e dolore». Cerca di farsi forza e non cedere allo sconforto Michele Bertolucci, titolare dell’edicola al civico 375 di viale Puccini a Sant’Anna, a pochi passi dall’ufficio postale e dalla rosticceria “Il Fagiano” che gestisce insieme alla moglie Sara Cortopassi. Ma è difficile, perché il peso da sopportare è gravoso e la situazione sfibrante. Per i coniugi Bertolucci questo è un momento triste e pieno di preoccupazioni, anche perché hanno una bambina che a settembre andrà in prima elementare e non sanno se potrà frequentare regolarmente la scuola e a quali condizioni. «Per colpa dell’emergenza coronavirus – spiega Michele – ha perso mesi di asilo e ha dovuto interrompere bruscamente i rapporti con le maestre e i compagni, senza neppure poterli salutare con la festicciola che tanto aspettavano. Spero davvero che, quando inizieranno le lezioni, questo incubo sia finito e tutto possa procedere con la massima serenità». Incertezze e timori per fortuna compensati dal buon andamento dell’attività che ha permesso di tenere sempre aperto il negozio nel periodo del lockdown, benché con orario ridotto fino al 4 maggio, quando è stato possibile riaprire anche nel pomeriggio. «Il lavoro non manca – spiega Bertolucci – Dopo il calo nelle prime due settimane di restrizioni, la gente è tornata per acquistare quotidiani e sigarette, ricariche telefoniche e carte prepagate, ma anche per pagare le utenze domestiche e bollettini vari. Grazie al servizio trasferimento di denaro all’estero, molte persone hanno potuto inviare soldi alle loro famiglie».
Una bella mole di lavoro, a cui si aggiungono le richieste di buste e album da disegno e acquerelli per bambini, articoli di cartoleria, lampadine e batterie di ogni tipo, oltre a prodotti igienizzanti e mascherine che stanno andando a ruba.
«Non posso lamentarmi – conclude Bertolucci – ma soffro per i tanti commercianti che alla fine di questa triste avventura non potranno riaprire le loro attività, perché schiacciati sotto il peso del virus. Il futuro è un enigma, ma dobbiamo essere fiduciosi e attendere tempi migliori». –
Rossella Lucchesi
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