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«Una settimana di attesa per il tampone a mio figlio»
Un bimbo di 3 anni con la febbre, lo sfogo della madre
il caso
«La settimana scorsa il mio bambino, che ha poco più di 3 anni, ha avuto la febbre molto alta, fino a 40, curata con l’antibiotico. E, dopo un giorno di febbre, gli è comparsa l’orticaria. È stato allora visitato dal primario di dermatologia dell’ospedale “San Luca” di Lucca che gli ha prescritto il tampone per il Covid-19 oppure il test sierologico, più immediato e meno invasivo per un bimbo di 3 anni». Lo sfogo arriva da una mamma lucchese che, secondo il suo racconto, ha dovuto aspettare una settimana prima che le venisse fissato l’appuntamento per eseguire il tampone al suo bambino.
«Non vi dico per richiedere il test sierologico – prosegue la donna – Alla fine mi hanno detto che non era possibile farglielo. Ma come, un bimbo di 3 anni non ha forse la priorità? Alla fine il pediatra ha inviato, nel tardo pomeriggio di giovedì scorso, la richiesta per un tampone da eseguire con urgenza». «Mi hanno chiamato soltanto lunedì scorso (ma come: in una pandemia esistono pure i giorni festivi? ) e mi hanno dato appuntamento per domani, in tarda mattinata, per portarlo alla Cittadella della Salute Campo di Marte e farglielo fare in macchina perché altrimenti avrei aspettato sicuramente di più».
«Ora mi chiedo – conclude la madre – perché fanno aspettare così tanto un bambino di 3 anni a cui deve essere fatto il primo tampone? E quanto dovremo aspettare, ancora, per ottenere l’esito? Ora chiedo di nuovo: un bimbo di 3 anni non ha forse la priorità? Un adulto può capire, ma un bambino? ». –
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