Il Tirreno

Lucca

Don Nando come don Camillo: con il crocifisso per le vie del paese

Luigi Spinosi
Don Nando come don Camillo: con il crocifisso per le vie del paese

Il parroco di Coreglia farà vivere a tutti e in sicurezza la processione del patrono San Michele

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coreglia antelminelli

Figurandosi la scena il pensiero corre subito, tra i “diversamente giovani”, a Fernandel quando , nei panni di Don Camillo, porta il crocifisso in processione e in solitudine. I Cambiano i tempi, cambiano i luoghi, ma una scena simile si vedrà questa sera a Coreglia, solo che in questo caso non saranno, come nel film, gli uomini di Peppone a fare il vuoto dietro il parroco che porta il crocifisso, bensì il pericolo coronavirus da un lato e il buonsenso dall’altro.

Una processione solitaria ma, non per questo, meno carica di significato (anzi) quella che si terrà a Coreglia Antelminelli e che avrà per protagonista il proposto del paese Don Nando Ottaviani.

L’occasione è rappresentata da uno degli appuntamenti più attesi dalla comunità coreglina, ossia la celebrazione del patrono San Michele Arcangelo.

Don Nando sorride (meno male) davanti al confronto con il parroco letterario e cinematografico di Brescello: «Purtroppo la celebrazione è caduta in questo momento difficile. Si tratta di una ricorrenza importante, per il suo aspetto religioso ovviamente, ma non solo. È u n appuntamento che , oltre alle autorità, richiama tante persone in paese. Con tanti eventi spirituali, con la processione per le vie del paese e poi con la messa solenne celebrata dall’arcivescovo. Una vera e propria festa, accompagnata da tante cose che però, quest’anno non ci potranno essere. Però, se è giusto rispettare tutte le norme di prudenza, trovo importante far vivere lo stesso alla comunità questo momento».

Quello stesso buonsenso, al di là delle normative e delle direttive Cei, che ha reso impossibile organizzare la cerimonia come al solito, ha però spinto a organizzare lo stesso un qualcosa per far sentire la comunità religiosa vicina al suo patrono. Per chi crede il bisogno di vivere la propria fede è sempre presente, e a maggior ragione lo è in questo momento. In questo senso Don Nando, come anche molti altri parroci della nostra zona, non ha mancato di far sentire la vicinanza della chiesa ai fedeli, anche con l’aiuto della tecnologia: «Abbiamo cercato in ogni modo di rispondere a quel bisogno, per esempio celebrando la messa e facendo al diretta sui social».

«Per celebrare il patrono – riprende il parroco – ho scelto di organizzare lo stesso la processione, di portare la nostra antica Croce nelle vie del paese e di fare il percorso tradizionale. Ma lo farò da solo, portando la croce, senza alcun seguito. Lo farò rispettando tutte le cautele, con indosso la mascherina e i guanti». Sarà insomma la Croce a “far visita” ai paesani e non viceversa, e ci sarà anche la musica sacra ad accompagnare: «Porterò degli altoparlanti a tracolla, un mio parrocchiano mi sta scaricando su una pennina le musiche che mi accompagneranno.

Ad aprire la cerimonia oggi alle 20,30 sarà il suono delle campane, poi la processione, e i paesani potranno affacciarsi dalle finestre, magari addobbate come richiesto dal parroco: «Farò una tappa alla madonnina, una al piazzale Mazzini, una davanti alla Rsa e l’ultima sul sacrato della chiesa, dove darò e la benedizione finale». Poi la Sacra Croce tornerà in chiesa, aspettando l’altro appuntamento annuale che la vedrà protagonista, il Corpus Domini (sperando che l’emergenza per allora sia finita).

Domani poi la Messa Solenne che sarà celebrata a porte chiuse. E anche qui il pensiero corre a Don Camillo e alla messa con la chiesa vuota dopo l’alluvione, e quel messaggio («Ci ricorderemo di questo momento») che sembra perfetto anche per l’oggi. —

Luigi spinosi

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