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Confcommercio esulta «Ottima partecipazione alla nostra protesta»
Circa duecento le attività aderenti in centro storico, altre centinaia nel resto della Lucchesia. Pasquini: «Grazie agli imprenditori». Martini: «Il Governo ci aiuti»
lucca
La protesta dei commercianti è servita, come non si era mai vista. Anche se non omogenea in centro storico. Assenti le catene in franchising, ma anche molti noti negozi - e molti, tra quelli storici - del centro lucchese, da sempre il salotto buono dello shopping in tutto il territorio provinciale. Una protesta contro il governo, per chiedere aiuti economici ma soprattutto regole e garanzie per una serena riapertura. In piazza San Francesco, i commercianti hanno dato vita a un ulteriore flashmob: in silenzio, e a distanza di sicurezza, hanno tenuto fra le mani la locandina della protesta, dove risaltavano gli hashtag “nonandràtuttobene” e “nonlasciatecisoli).
«Ottima - secondo Palazzo Sani, sede provinciale di Confcommercio Lucca - la partecipazione su tutto il territorio della Lucchesia, alla manifestazione di protesta nei confronti del governo organizzata da Confcommercio Toscana a livello regionale, per chiedere misure economiche forti nell’immediato, sotto forma di contributi a fondo perduto, come avvenuto in altri Paesi, per sopperire a due mesi di mancati incassi, e al tempo stesso certezze sulla modalità di riapertura dei negozi ancora chiusi, soprattutto dal punto di viste delle prescrizioni».
Diverse centinaia le attività di ogni genere merceologico che dalla città capoluogo alla Piana, fino alla Valle del Serchio, hanno alzato ieri mattina la saracinesca per un’azione simbolica e dimostrativa durata 2 ore e mezzo, dalle 10,30 alle 13. Ovvero senza attività di vendita per quei negozi che ancora non hanno ricevuto il via libera da parte del governo.
Una protesta silenziosa, ma forte e determinata, ancora secondo Confcommercio, da parte di un tessuto produttivo allo stremo delle forze economiche, lavorative e psicologiche. «Nel centro storico, sono state circa 200 le attività aperte: un buon numero, considerando i pochi giorni a disposizione per organizzare la manifestazione e che diversi commercianti non vivano a Lucca e che le difficoltà burocratiche negli spostamenti ancora vigenti non hanno agevolato. Molto buona anche la partecipazione in Valle del Serchio, soprattutto nei due principali centri commerciali naturali della zona a Castelnuovo Garfagnana e Fornaci di Barga. Anche qua tante decine e decine di saracinesche alzate e vetrine aperte».
Ad Altopascio, nella Piana, i rappresentanti del locale centro commerciale naturale hanno consegnato simbolicamente al sindaco Sara D’Ambrosio una chiave che rappresenta le chiavi di tutti i negozi della cittadina, a rappresentare la crisi che anche il commercio altopascese sta attraversando.
«A tutti i nostri imprenditori che hanno partecipato all’iniziativa – afferma il direttore di Confcommercio provinciale, Rodolfo Pasquini – va il nostro sentito ringraziamento e plauso. Non era facile, né scontato che in così tanti decidessero di aprire le proprie attività senza avere la possibilità di vendere, solo a scopo simbolico. E invece questa risposta così importante ci dà la forza di combattere con ancora maggiore energia la nostra battaglia sindacale. Il Governo non può e non potrà continuare a ignorare le disperate grida d’aiuto che arrivano da imprenditori di ogni età e genere merceologico: servono aiuti immediati e concreti. Servono contributi a fondo perduto. E servono regole snelle, chiare e sostenibili per garantire a tutti di poter riaprire - sentenzia ancora Pasquini -. In ballo ci sono il futuro e la sopravvivenza di centinaia di migliaia di piccole e medie imprese e milioni di posti di lavoro».
«Abbiamo bisogno di aiuto e deve arrivare dal governo - dice senza mezzi termini Giovanni Martini, presidente della commissione Città di Lucca di Confcommercio, che davanti al suo bar in corso Garibaldi ha affisso un lungo striscione, con la scritta “Governo assente... ma Lucca è presente”. Mancano le basi per ripartire - aggiunge l’esponente di Confcommercio. Per i commercianti le bollette sono doppie: del proprio esercizio e di casa: come pensare che dobbiamo continuare a stare zitti. Il Governo ci ha abbandonati. Riaprire alle condizioni di oggi è impensabile. Dopo avere attraversato questi mesi, i commercianti dovranno indebitarsi: è matematico». —
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