Il Tirreno

Lucca

Ambulanti: «Riaprire per tutti i prodotti»

Emanuela Ambrogi

Appello del presidente della Fiva per estendere la possibilità anche ai settori non alimentari, la situazione a Bagni di Lucca

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bagni di lucca

«C’è bisogno di lavorare subito, fate ripartire anche gli ambulanti che non vendono generi alimentari. Siamo all’aperto, sapremo operare con accortezza»: è l’appello di Massimiliano Carrara, presidente provinciale di Fiva Confcommercio. Carrara è contento della riapertura partita ieri, ma auspica di ripartire al più presto anche con i banchi degli altri generi. «Gli ambulanti sanno e sono pronti a garantire buon senso e responsabilità».

Intanto da oggi parte anche il mercato ambulante a Bagni, dove gli appuntamenti settimanali sono quattro (martedì e venerdì a Fornoli e mercoledì e sabato alla Villa). Carrara, che gestisce il suo banco di casalinghi nella Valle e in Lucchesia, non risparmia però critiche: «Secondo me c’è stato un errato temporeggiamento nel non far riaprire subito la vendita per gli operatori ambulanti di generi alimentari. Il ritardo coinvolge anche gli amministratori dell’intera nostra zona. Forse ci sono stati problemi logistici, ma mercati come quello di Fornoli o della Villa presentano problemi facilmente risolvibili. Ora la vendita riprende per alcuni ambulanti, ma nel decreto non rientrano molti prodotti, e questa decisione non mi sembra corretta. Il nostro tipo di lavoro comporta grandi sacrifici e spese, se consideriamo le giornate intere passate ai banchi tra montaggio, vendita e smontaggio, e se valutiamo quanto dobbiamo pagare di suolo pubblico, Tosap erifiuti, tolte le spese, in tasca non rimane molto».

Per Carrara il mercato di Bagni è gestibile: «A nostro favore va il fatto che siamo all’aria aperta e quindi è possibile controllare e mantenere la dovuta distanza. La cosa importante è coordinare bene, occorre buon senso e volontà da tutte le parti. Tra me al cliente c’è già ora la distanza di un metro e quaranta data dalla larghezza del bancone».

Ma il presidente non ha dubbi, tutto il settore deve ripartire: «Questo sarà economicamente un anno disastroso, c’è bisogno di lavorare. L’affluenza ai mercati di Bagni era già scarsa prima del virus, non credo proprio che ci saranno file. In giro, le poche volte in cui sono dovuto, uscire ho notato responsabilità e attenzione».

«A Fornoli – conclude Carrara – c’è anche la possibilità di allargare gli spazi, mettendo i banchi pure in viale De Gasperi e nelle vie laterali. Dobbiamo riaprire a ogni costo per sopravvivere: per rientrare nelle spese ci vorranno dei mesi e non basteranno». Prima dello stop alla Villa il sabato c’erano quattro banchi con generi alimentari e otto di altri generi. Il mercoledì i banchi erano sono quattro o cinque. A Fornoli invece nelle due giornate c’erano una dozzina di stand, alimentari e non. —

Emanuela Ambrogi

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