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È morto Giacomo Verde precursore della videoarte
Napoletano di nascita, dal 1998 viveva a Lucca. Ha lavorato a lungo con l’associazione Aldes. Ragghianti: «Un esploratore delle nuove tecnologie»
lucca
Dopo una lunga lotta contro una terribile malattia, ieri mattina è morto Giacomo Verde, una delle più importanti figure del teatro e della videoarte dell’ultimo trentennio: da oltre vent’anni viveva a Lucca.
Nato in provincia di Napoli nel 1956, cresciuto in Toscana, Verde si era diplomato all’Istituto d’Arte di Firenze. Da metà anni Settanta, la sua carriera artistica si era sviluppata tra musica, animazione e teatro di strada, approdando negli anni Ottanta alla videoarte, in cui era divenuto uno dei massimi esponenti a livello italiano e internazionale. Autore di operazioni incentrate sull’utilizzo della tecnologia “povera”, Verde ha realizzato nella sua carriera numerose tecno-performance, installazioni, laboratori, arrivando, nel 1989, a realizzare H & Gtv, il suo primo tele-racconto, ispirato alla fiaba Hansel e Gretel, unione dei linguaggi di narrazione, micro-teatro e ripresa in diretta. È tra i primi artisti italiani a sperimentare, in campo espressivo, interattività digitale e net-art, proponendo una riflessione sulle mutazioni tecno-antropologiche connesse al mondo contemporaneo. Giacomo Verde è stato a lungo insegnante in accademie d’arte e università: Macerata, Carrara, Torino e Venezia. Dopo oltre dieci anni in Veneto, dal 1998 ha vissuto a Lucca.
Risale al 2001 una sua opera indimenticata: il video “Solo limoni” documentazione videopoetica in 13 episodi sull’anti G8 di Genova. È invece datato 2007, “Artivismo tecnologico. Scritti e interviste su arte, politica, teatro e tecnologia”, edito dalla casa editrice Biblioteca Franco Serantini di Pisa.
Un artista eclettico e minuzioso, con una produzione ricchissima: da “Storie mandaliche” (teleracconto del 1998, ripreso e aggiornato nel 2004 e 2005) all’invenzione di Bit, personaggio virtuale protagonista di svariati lavori dal 2003, sino agli ultimi lavori, lo spettacolo di narrazione con video-ologrammi “L’albero della felicità” (2016) e la bellissima performance “Il piccolo diario dei malanni”, del 2019, progetti creati in seno ad Aldes, associazione di Lucca con cui collaborava dal 1998.
Anche l’assessore alla cultura di Lucca Stefano Ragghianti ricorda la grandezza di Verde. «Abbiamo perso un importante esponente italiano e internazionale della videoarte - dice -: napoletano di nascita aveva scelto Lucca come residenza da oltre venti anni arricchendo la rete di rapporti e di produzioni che hanno rinnovato enormemente il dibattito artistico della nostra città. Verde è stato un esploratore delle nuove strade aperte dalla tecnologia con una profonda conoscenza delle radici della cultura teatrale e delle arti visive. Ai parenti, agli amici e ai collaboratori, all’associazione Aldes, che con lui ha realizzato spettacoli e performance, le più sentite condoglianze». —
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