Il Tirreno

Lucca

l’appello della filctem Cgil  

«Serve un patto contro il Covid nel distretto calzaturiero»

Il sindacato chiede un confronto con istituzioni e imprese per la sicurezza sul lavoro per ripartire e per farlo  senza rischi per nessuno

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«Non è più rimandabile l’apertura di un confronto serio e proficuo tra le istituzioni territoriali, le rappresentanze dei datori di lavoro e i sindacati per la stesura di un patto d’intesa per il contrasto e il contenimento del contagio Covid-19 nel distretto calzaturiero lucchese». Così la Filctem Cgil interviene alla vigilia del primo maggio, parlando soprattutto di sicurezza sul lavoro al tempo del coronavirus.

«In questo quadro in cui ci saranno ricadute sociali, economiche e psicologiche devastanti – prosegue il sindacato – la nostra provincia, caratterizzata da innumerevoli realtà industriali di piccola e piccolissima dimensione, che spesso non trovano nemmeno rappresentanza nelle organizzazioni datoriali, ha la necessità di dotarsi di un patto condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro e di un sistema di riferimento che aiuti imprese e lavoratori ad affrontare le sfide della fase due».

«A questo l riguardo, il distretto calzaturiero di Lucca, che vede interessate più di cinquecento imprese con un numero di impiegati che supera il valore di millecinquecento unità in valore medio annuo – prosegue la nota – è uno dei comparti che più è stato esposto agli effetti negativi della pandemia e che più necessita di linee comuni per la salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori del settore».

«Tuttavia, a fronte di centinaia di domande di richiesta di cassa integrazione arrivate alle parti sociali – sottolinea la Cgil – non vi sono state altrettante richieste di condivisione di protocolli di sicurezza per il contrasto e il contenimento dell’infezione da Covid 19, propedeutiche alla nuova fase di ripresa dell’attività lavorativa».

«Riteniamo inopportuno il fatto che, a fronte di interventi economici da parte delle istituzioni, fatte con denaro pubblico e utili a favorire la ripresa dei vari settori merceologici – conclude il sindacato – non vi sia una richiesta, chiara e stringente, per l’attuazione delle misure necessarie a prevenire e limitare eventuali contagi. Contagi che poi non riguarderebbero solo i lavoratori ma tutta la popolazione. –

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