Il Tirreno

Lucca

«Non poter scendere in piazza? Un dolore»

martina trivigno

Rossano Rossi, segretario provinciale di Cgil Lucca, parla di questo Primo maggio “diverso”, ma i grandi temi restano

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Sarà un Primo maggio diverso, quello di oggi. Che, quest’anno, non vedrà tanta gente scendere in piazza. Anche in Lucchesia, come d’altronde nel resto d’Italia, non ci potranno essere manifestazioni, feste e raduni, nelle piazze così come nelle strade di borghi e città nel rispetto delle disposizioni per limitare la diffusione del coronavirus. Ma – come spiega Rossano Rossi, segretario provinciale di Cgil di Lucca – la Festa dei lavoratori, anche questa volta, deve far riflettere. I temi da affrontare, infatti, restano: sicurezza per i lavoratori e, soprattutto, la loro centralità. Perché se c’è una cosa che la pandemia ha dimostrato – dice Rossi – è proprio la centralità dei lavoratori che hanno consentito al Paese di andare avanti, seppur tra mille difficoltà e problemi. «Questo Primo maggio è un dolore, per noi – racconta il segretario provinciale di Cgil Lucca – Non poter scendere in piazza è una limitazione, ma noi ci siamo e questo, in fondo, è quel che conta davvero. Il coronavirus ci ha colpiti duramente, ma ha anche dimostrato l’importanza del ruolo dei lavoratori. Mi riferisco a tutte le categorie, nessuna esclusa: medici, infermieri, operatori sociosanitari, giornalisti, commesse, fattorini e addetti alle pulizie. Tutti quanti, insieme, in prima linea per consentire alla nostra Italia di non fermarsi. E se tutto è andato avanti fino a oggi, lo dobbiamo al loro coraggio».

«La mia grande preoccupazione, tuttavia – prosegue Rossi – è che quelle persone che fino a ora vengono ritratte come eroi, all’improvviso, passino in secondo piano. E non vorremmo che, di nuovo, questi lavoratori venissero sacrificati, magari soltanto per far quadrare il bilancio di un’azienda. Lo sottolineiamo perché questo, purtroppo, in passato è già successo. Penso, ad esempio, ai tagli alla sanità. Perché, insomma, quelle stesse persone che, oggi, definiamo eroi non paghino un caro prezzo domani».

La situazione, secondo quanto spiegato anche dal segretario provinciale della Cgil di Lucca, non è rosea: la ricaduta economica, infatti, è già cominciata ed è ben visibile, mentre l’altro versante su cui i sindacati insisteranno ancora è quello della sicurezza.

«Servono dei salari adeguati e una maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro, soprattutto adesso che sta per iniziare la cosiddetta fase due di questa emergenza sanitaria – prosegue Rossi – Nel nostro Paese c’è una grande disuguaglianza sociale e su questa bisogna insistere per attenuare il divario. Per questo ribadisco che per ripartire bisogna ricominciare dalla sicurezza e dalla centralità dei lavoratori. Anche quando ci saranno le prime riaperture, non dobbiamo mai dimenticare questi aspetti centrali. Dobbiamo tutelare i nostri lavoratori e non dimenticare che nessuna macchina e nessuna tecnologia potranno mai sostituire la loro fondamentale opera».

Non si scenderà in piazza, oggi, ma i temi su cui riflettere non mancano. «E anche se sarà diverso – conclude Rossano Rossi – grazie a tutti i lavoratori per merito dei quali l’Italia intera ha la possibilità di andare avanti. Buon Primo maggio». –

martina trivigno

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