Meteo
Entra nell’hotel vuoto e si mette a mangiare
Extracomunitario si introduce nella struttura a San Marco, trova degli alimenti e consuma un pasto prima di andarsene
LUCCA
Come in una vecchia pellicola della commedia all’italiana degli anni Sessanta. E se nell’intramontabile film cult «I soliti ignoti» una banda di spiantati sbaglia la stanza per raggiungere il Banco dei Pegni e svuotare la cassaforte finendo nella cucina di un appartamento con il bottino che diventa un piatto di pasta e ceci, stavolta l’autore della violazione di domicilio con annesso furto non è un ladro incallito che, approfittando della pandemia, vuol depredare l’albergo chiuso in seguito alle disposizioni governative. Si tratta invece di un extracomunitario indigente, forse di un clochard, che nella serata di mercoledì si è diretto verso l’Hotel San Marco alle porte della città. Passando da una porta laterale non protetta dal sistema d’allarme l’immigrato si è trovato nella grande struttura inaugurata nel 1992. Trovato il luogo ideale per passare la notte il problema principale per quel disperato era di mettere qualcosa sotto i denti. E, dopo aver controllato nelle varie stanze e nella zona della reception, ha trovato quello che cercava. Dei generi alimentari e delle bevande. Per lui autentica manna dal cielo. Eppure se avesse voluto se ne sarebbe potuto andare con un po’ di merce di un certo valore da poter poi ricettare a basso costo. All’interno della bellissima struttura ricettiva - posta a un chilometro e mezzo dalle Mura e con ogni stanza dedicata ad un personaggio celebre della Lucchesia - c’erano un’affettatrice commerciale, stoviglie, posate, utensili di pregio, soprammobili e oggettistica. Ma l’extracomunitario non era un ladro. E il suo obiettivo era quello di passare al meglio la notte e di alimentarsi. Impresa che gli è perfettamente riuscita. Il suo agire all’interno dell’hotel è stato registrato dalle telecamere del sistema di videosorveglianza. Tra l’altro, l’immigrato, si è allontanato sin dalle prime luci dell’alba lasciando dietro di sé le briciole del pasto frugale e le vettovaglie sporche utilizzate per mangiare e bere. Dall’albergo, almeno dopo un primo sommario controllo, non mancherebbe uno spillo. Ieri mattina i responsabili hanno avvertito i carabinieri e sul posto sono andati i militari della stazione di San Concordio. Hanno visionato le telecamere ed è in corso l’attività di identificazione. Certo è che, anche qualora gli inquirenti dovessero procedere alla denuncia del soggetto identificato, difficilmente verrebbe condannato. La condizione del soggetto e le circostanze in cui è avvenuto il consumo e quindi il furto di cibo dimostrano che avrebbe agito in stato di necessità. E, stando ad una recente sentenza della Cassazione, la fattispecie in questione non costituisce reato. —
L.T.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
