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Lucca

Mascherine, guanti, distanza: ecco quello che non mi piace

Mascherine, guanti, distanza: ecco quello che non mi piace

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Non posso negare che, in questo tempo del coronavirus, non sono capace di adattarmi a portare la mascherina. Ogni volta che l’indosso, ho l’impressione di mettermi un bavaglio, anzi di mettermi la museruola, proprio come ai cani.

Sta diventando un’abitudine, quasi fosse un indumento come un altro. Invece a me dà fastidio. Sì, è vero, devo difendermi da questo virus invisibile e proteggere anche gli altri, ma la “museruola” mi dà l’impressione di essere come un animale feroce, uno che può mordere. Forse potrei “graffiare” , ma mordere no. E, francamente, la mascherina, non la sopporto. È vero che la vita sociale si è un po’ incattivita, troppa gente “mostra i denti” , è arrabbiata, anche per futili motivi. Per avere un’idea, basta avere la pazienza di assistere a certi dibattiti televisivi: parolacce, offese, insulti di ogni genere, da vergognarsi. Bocche realmente di fuoco, pronte a mordere. Persino nei campetti dove giocano i bambini, i cui genitori presenti istigano i loro figli a fare del male al coetaneo avversario: “troncalo”, “sfascialo” ... Pensando a tutto questo, è proprio il caso di far mettere, se non proprio la museruola, perlomeno la mascherina, a certe persone, anche al di fuori del virus, perché non escano dalla loro bocca dei “virus” malefici, vomitando ogni genere di insulti, che provocano comportamenti incivili. Mi sono anche chiesto che cosa possono pensare i nostri amici a quattro zampe, abituati a portare forzatamente la museruola, perché non mordano gli umani, nel vedere gli umani stessi che vanno in giro con una specie di museruola. Probabilmente, appariamo loro piuttosto buffi, se non peggio.

Oltre alla mascherina, dobbiamo usare i guanti, per proteggere le nostre mani. Ben contento di mettermi i guanti in inverno, ma ora... Però vanno giustamente portati. Tra l’altro si usa dire “trattare con i guanti bianchi” quale un invito a trattare ogni persona, chiunque sia, con rispetto delicatezza sempre. Mascherina, guanti e stare a distanza gli uni dagli altri. Anche questo comportamento, stare a distanza, che ovviamente va osservato, in questo tempo, mi preoccupa, perché se è già difficile intendersi con l’altro, stando vicini, figurarsi a distanza. Ci vorrà tutta a capirsi. Ma, a volte, non è male neppure stare un po’ distanti, perché non si sa mai come l’altro possa reagire. Infine, è un bel problema stare a casa, sebbene sia una cosa necessaria. È dura non poter vedere fisicamente le persone care, anche se possiamo sentirle per telefono o vederle attraverso alcuni social. Proprio non vedo l’ora che tutto finisca presto e rimanga solo una brutta avventura .

Forza, ragazzi, ce la faremo.—

*parroco di Lunata

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