Il Tirreno

Lucca

Al Canyon Park si lavora aspettando la riapertura

Emanuela Ambrogi
Al Canyon Park si lavora aspettando la riapertura

L’aria naturalistica attorno alla Lima punta sulla grande area all’aperto per riprendere la sua attività in sicurezza, nonostante la pandemia

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Bagni di lucca

All’aria aperta, distanziati, in un parco naturale incontaminato di straordinaria bellezza a impatto zero, senza elettricità e con acqua di sorgente. Con percorsi, piattaforme, attrezzi sanificati e spiagge che consentono di prendere il sole senza rischi. Puntando sul fascino dell’ambiente e sulla sicurezza si prepara a riaprire i battenti il Canyon Park alle Strette di Cocciglia. Una struttura completamente all’aria aperta dove ogni persona potrà svolgere la attività scelta con tempo cadenzato e restando alla dovuta distanza dagli altri. Aperto nel luglio 2015 è ormai meta ambita e frequentata.

Paolo Roverani, presidente della società sportiva che lo gestisce, diventata associazione, è fiducioso e sta lavorando alla manutenzione, sperando di poter davvero riaprire a giugno. L’area della foresta copre tre ettari: il percorso del canyon è lungo 1.200 metri, poi ci sono i sentieri e le spiagge. Sotto il bosco scorre la Lima. Oltre al percorso sul cavo, nel parco è possibile praticare anche il sup e lo yoga. Oppure si può semplicemente prendere il sole e godere della natura: «Mi ritengo fortunato perché tutto qua è all’aria aperta, a eccezione del locale dei servizi igienici. Ma con l’aiuto di Tommaso Pucci, risk manager, nostro collaboratore, stiamo studiando l’applicazione di tutti i protocolli per ogni struttura e attrezzo».

Le prenotazioni verranno fatte on line e già con la risposta sarà inviato il consenso informato, in modo che il cliente possa leggere la normativa da rispettare oltre alle modalità e alle informazioni sull’attività scelta.

«Tutto sarà sterilizzato, ma chi verrà al canyon non starà mai al chiuso – prosegue Roverani – per il percorso sulla teleferica, lo yoga e il sup stiamo predisponendo la dovuta e costante sanificazione di casco, guanti e dispositivi di sicurezza. Tutto sarà igienizzato ogni volta che il singolo cliente avrà terminato il percorso o la attività (tavola, pagaia, tappetino per lo yoga)». Si seguiranno i protocolli anche per le forme di pagamento: addirittura ci sarà la copertura per il dito indice per chi paga col Pos. «Useremo i nebulizzatori con le sostanze igienizzanti per ogni attrezzo usato. Certo, quest’anno non ci saranno i gruppi, ma confido nella tranquillità del posto come richiamo e aspetto con entusiasmo i turisti».

Intanto sono stati aggiunti nell’area relax tronchi d’albero e tavolini in legno per creare un maggior spazio tra le persone: «Per ora facciamo la manutenzione della foresta – continua Roverani –. Solo il nucleo familiare potrà stare tutto insieme o il gruppo che arriva nella stessa macchina, ma rispettando due metri di distanza uno dall’altro se non indossano la mascherina e un metro se la indossano (sulla spiaggia). È chiaro che le attività come il sup o l’attraversamento sul cavo, essendo a tempo cadenzato, potranno essere compiute senza mascherina. La piattaforma dove si svolge lo yoga era stata ampliata già lo scorso anno e offre spazi buoni. Abbiamo inoltre spostato la cassa nella zona verde, nel prato, per favorire chi arriva senza aver fatto prima il pagamento».

I costi di gestione aumenteranno, ma Roverani spera di poterli sostenere. All’interno del grande parco potranno esserci un massimo di 20 persone, ma tutte alla dovuta distanza. Anche la piattaforma dove i turisti si preparano è stata riveduta, ampliata e corredata di tensostrutture, e c’è un ulteriore ampliamento dell’ottica all’area aperta. —

Emanuela Ambrogi

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