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«Vane, mi manca tutto di te» L’appello di Maria Grazia

«Vane, mi manca tutto di te» L’appello di Maria Grazia

Con le sue “Due righe” la mamma della ragazza uccisa dieci anni fa racconta il dolore che soffre per il cimitero chiuso e per non poterle fare visita

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“Due righe” per Vanessa che poi diventano poesia. Gliele scrive la sua mamma, Maria Grazia Forli, per la quale il periodo dell’emergenza coronavirus, nel quale continua ad essere vigente (decadrà da lunedì 4 maggio) il divieto per fare visita ai propri cari al camposanto, aggiunge dolore su dolore.

Vanessa Simonini, uccisa il 7 dicembre del 2009, a vent’anni, da un uomo che diceva di esserle amico, riposa nel cimitero di Gallicano, il paese della Mediavalle in cui era nata e cresciuta e in cui viveva con la propria famiglia quando fu strappata alla vita.

Da quando è scoppiata l’emergenza, Maria Grazia non ha potuto più fare visita alla figlia, parlarle davanti alla terra in cui è sepolta.

Nasce da qui “Due righe a Vanessa”, una sequenza di pensieri che la mamma dedica alla sua figlia più piccola e perduta per mano di un uomo, per la quale, ogni giorno della sua vita lotta, tanto da essere diventata un simbolo del contrasto alla violenza di genere. Perché «parlare di Vanessa - come spesso dice Maria Grazia quando inaugura sempre nuove panchine rosse -è un po’ come farla rivivere». Sono queste le “Due righe per Vanessa”.

«Ciao Vane,piccolo grande tesoro. In questi giorni di quarantena mi sei mancata più del solito.

Il cancello del cimitero e chiuso e non posso venire da te a sistemarti il giardino.

Sai quanto ci tenevo!

In questi giorni avrei voluto averti qui con me per gioire della tua esuberante gioventù.

Mi manca il suono della tua voce, il profumo della tua essenza.

Mi manca la tua allegria,

il tuo nasino all'insù.

Mi manca di accarezzare i capelli,

il tuo musetto sbarazzino.

Mi manca tutto di Te!

Mi manca portarti in giro da paese a paese per inaugurare Panchine rosse contro la violenza sulle donne.Un modo per continuare a fare qualcosa per te e fare sì che il tuo ricordo rimanga vivo.

Immaginavo di vederti la sera seduta su quelle panchine a contemplare il mondo.

Quel mondo che ti è stato strappato brutalmente per mano di quel verme assassino.Mi mancano le tue sorelle,i nipotini, gli amici e tutte le persone che amo.Ma so che quando finirà questa pandemia, loro potrò riabbracciarli.

Te invece non ho la certezza di rivederti:te sei un angelo e io un demonio in confronto a te.

Ma se dovesse accadere sappi che ti stringerò così forte che neanche la Potenza di Dio potrà staccarci più.

Mi piace pensarti in un luogo più bello e puro di questo mondo marcio.

Mi piace pensare che da Lassù ci proteggi.

Grazie mio piccolo grande tesoro per avermi regalato anni d infinita felicità.

Ti amo piccolina».

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