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Lucca

«Un tunnel dal quale dobbiamo uscire»

Rossella Lucchesi
«Un tunnel dal quale dobbiamo uscire»

Gianluca Giurlani dell’edicola della Stazione racconta il silenzio là dove c’era la folla: «Se saltano i Comics siamo rovinati»

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«La situazione è drammatica e restare aperti tutto il giorno sarebbe inutile. Per il lavoro che abbiamo, sono più che sufficienti tre ore al mattino, poi è meglio chiudere bottega e andare a casa. Tanto non viene più nessuno. Aspettiamo il 4 maggio per decidere se aprire anche il pomeriggio, ma se il traffico ferroviario resterà questo, sarà impossibile»: esordisce così Gianluca Giurlani, 47 anni, titolare dell’edicola all’interno della stazione ferroviaria e che ha rilevato con la moglie Lavinia nel 2003, dopo due anni di chiusura.

E dove lavora anche un dipendente, adesso in cassa integrazione come il personale del noleggio bici in piazzale Ricasoli, sempre gestito dai Giurlani: «Da quando è stata emanata l’ordinanza con le misure per arginare la diffusione del virus i clienti si contano sulle dita delle mani e le vendite sono più che dimezzate. Le corse dei treni sono state ridotte drasticamente e i passeggeri sono pochissimi. Ancora meno quelli che vengono a comprare il giornale, solo pochi residenti della zona, ma non i bar e negozi che rifornivamo e che adesso sono chiusi. Non c’è più il passaggio frenetico dei pendolari, perché la maggioranza delle aziende sono chiuse, così come le scuole e le università. Per non parlare dei turisti che già in questo periodo affollavano la stazione e acquistavano tanti souvenir di cui, almeno per quest’anno, non vedremo neppure l’ombra. Se, dopo il Summer Festival saranno cancellati anche per i Comics, siamo rovinati».

È affranto Giurlani, e confessa di non essere per niente ottimista sull’evoluzione della pandemia che sta mettendo in ginocchio l’economia mondiale e a rischio la vita di centinaia di migliaia di aziende. Lo incontriamo nel silenzio surreale di un luogo abitualmente chiassoso e vivace, ma che adesso sembra lo spettro di se stesso. «Mai avrei immaginato un’ecatombe simile, ma voglio credere che alla fine uscire dal tunnel, anche se ammetterlo costa fatica, perché temo che la ripresa sarà lunga e travagliata».

Una vita trascorsa tra libri, giornali e riviste quella di Gianluca che, appena tredicenne, inizia a lavorare nell’edicola che la sua famiglia aveva acquistato dai Brancoli in via Beccheria. Dove lui è rimasto fino al 1991 quando è subentrata la gestione attuale. L’edicola alla stazione, insieme al noleggio bici, è stata una bella conquista, ma adesso deve fare i conti con un nemico invisibile che non gli permette di lavorare come dovrebbe e che continua ancora a mietere troppe vittime. —

Rossella Lucchesi

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