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Decapitato il Cristo sulla via per Pascoso

luca meconi
Decapitato il Cristo sulla via per Pascoso

Già in passato al crocifisso fu sottratto un braccio  poi ritrovato abbandonato in un bosco vicino  

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PESCAGLIA.Decapitata la statua lignea di Gesù Cristo che si trova lungo la strada provinciale che dal Capoluogo porta a Pascoso. A segnalarlo sui social è stato Luigi Pellegrinotti pubblicando anche la fotografia del celebre crocifisso dopo che era stato preso di mira dai vandali. A mancare è solo la faccia di Gesù, mentre al collo sono rimasti attaccati i numerosi rosari portati nel tempo dai fedeli dopo aver chiedere o per aver ricevuto una grazia.

In un periodo come questo, in cui la maggior parte delle persone è costretta nelle proprie abitazioni, nessuno si era ancora accorto di quanto è avvenuto nel luogo detto “Curva del Cristo” proprio per la presenza di questo crocifisso. Nessuno quindi non solo non ha visto niente ma non si ha nemmeno la certezza di quando il fatto possa essere accaduto. La scultura lignea è collocata all’interno di una piccola edicola protettiva, anch’essa di legno , ed è diventata negli anni un luogo in cui gli abitanti si fermano spesso per una preghiera o per chiedere qualche protezione particolare. La statua è collocata in uno dei punti più alti del Comune e per questo sembra voler proteggere l’intero territorio e la sua popolazione. Purtroppo, però, non è la prima volta che questo simbolo viene preso di mira.

Anni fa al Cristo fu rubato il braccio destro. Rimase così per molto tempo privo di un arto, fino a che un giorno del 2011 uno scultore fiorentino, Roberto Coccoloni, appassionato di montagna, trovò il braccio all’interno di un bosco vicino a dove si trova la statua. Lo portò con sé perché non sapeva cosa fosse realmente. L’anno successivo tornò a Pescaglia e si accorse che proprio al Cristo sulla curva mancava un braccio. Al suo posto l’allora Comunità montana aveva messo un foglio in cui spiegava l’accaduto. Così lo scultore capì che cosa fosse quell’oggetto trovato nel bosco l’anno precedente e lo riconsegnò al sindaco Lando Baldassari. In quell’occasione fu un gesto di inciviltà, una bravata. E così gli abitanti auspicano che anche questa volta si sia trattato di uno scherzo, anche se di cattivo gusto, ma che non sia stato un furto su commissione legato a chissà cosa. Con la speranza che anche stavolta, quando il lockdown finirà, qualcuno riesca a ritrovare quanto rubato nascosto da qualche parte. —

luca meconi
 

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