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Lucca

One Penny, giornali insieme agli alimentari

Rossella Lucchesi
One Penny, giornali insieme agli alimentari

L’iniziativa dei fratelli Johnny e Denys Vangelisti, titolari del locale di Sant’Anna: «Era l’unico modo per salvarci dalla crisi»

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Il lockdown non li ha spaventati più di tanto. Anzi, ha dato loro la carica per reinventarsi professionalmente, facendo di necessità virtù. Così, dopo un’iniezione di coraggio, una porzione del complesso “One Penny” di Sant’Anna, in pochi giorni si è trasformata in una fornitissima rivendita di generi alimentari, mantenendo comunque lo spaccio di giornali e tabacchi.

L’idea è partita dai vulcanici titolari del locale, i fratelli Johnny e Denys Vangelisti, figli di Pier Luigi “Gigi” e di Fosca Tedeschi che cinquant’anni fa dettero vita a quello che sarebbe diventato il punto di riferimento per chi vuole fare le ore piccole, consumando le specialità della cucina locale o gustando un’ottima pizza.

L’8 marzo scorso l’ordinanza ministeriale con le misure restrittive per il contenimento della pandemia di coronavirus non era ancora stata definita, anche se già tirava aria di tempesta. Da buoni imprenditori, Jhonny e Denys riflettono sul da farsi nel caso in cui l’attività che portano avanti da anni dovesse subire una brusca battuta d’arresto. E così lo stesso giorno chiedono la licenza per aprire come negozio di vicinato e un paio di settimane fa arriva il via libera.

«In qualche modo dovevamo attrezzarci per far fronte alle necessità aziendali – spiegano i fratelli Vangelisti – ma anche per mantenere i rapporti con la clientela e rendere un servizio ai cittadini e agli abitanti della zona. Siamo ancora in fase di rodaggio, ma per fortuna il lavoro sta ingranando, grazie al passaparola, al tamtam sui social e alla pubblicità sui quotidiani. Non chiuderemo bottega quando il Covid-19 sarà stato sconfitto e questa piccola rivendita alimentare sarà un piccolo gioiello da custodire gelosamente».

Al momento è stata allestita nella zona bar, chiusa per disposizioni ministeriali, dove si vendono i giornali e le sigarette che i titolari consegnano a domicilio a coloro che ne fanno richiesta. Adesso anche insieme alla spesa. «Sono prevalentemente anziani che non escono per il timore di contagi e noi li accontentiamo volentieri, perché teniamo alla loro salute – precisano Jhonny e Denys – Non sappiamo quanto durerà questa situazione, ma a preoccuparci sono le conseguenze economiche di tante aziende che non sanno come andare avanti e il futuro di persone come i nostri dipendenti del bar-ristorante che siamo stati costretti a mettere in cassa integrazione». –

Rossella Lucchesi

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