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Troppi fitofarmaci nei torrenti lucchesi
Il quadro ambientale dei nostri fiumi è generalmente buono ma glifosfato e lavorazione del marmo si fanno sentire
lucca
Diserbanti e residui della lavorazione del marmo: in un quadro sostanzialmente buono per la qualità delle acque nei fiumi della Lucchesia emergono però un paio di casi preoccupanti. È quanto emerge dalla campagna triennale di controlli sullo stato chimico ed ecologico dei fiumi fatto da Arpat.
Partiamo dalle buone notizie: dall’analisi dei corsi d’acqua nel bacino del Serchio emerge, genericamente, un miglioramento delle condizioni rispetto alle rilevazioni del periodo 2013-2015, ma ci sono anche delle eccezioni.
Per quanto riguarda lo stato chimico sono 4 (su 17) i corpi idrici in stato “non buono: l’Ozzeri (per presenza di benzopirene e mercurio) la Lima e il Fegana, in entrambi i casi per la presenza di mercurio e il Serchio a monte (per presenza di benzopirene e tributilstagno). In quest’ultimo caso poi incide anche il torrente Acqua Bianca, che scende da Minucciano e si inserisce nel Serchio a monte all’altezza di Petrognano, e lo fa dopo aver ricevuto gli scarichi e le acque piovane dilavanti le attività estrattive nei territori di Vagli e Minucciano, influenzandone lo stato chimico ed ecologico. Si tratta soprattutto di un effetto fisico: le particelle residuo delle attività di taglio chiudono gli intertizi tra il pietrisco del fiume distruggendo il microhabitat , in particolare quello che favorisce la vita delle microalghe che sono nutrimento per gli altri esseri viventi e ce, al tempo stesso, hanno un effetto depurante sul substrato del fiume (insomma, si crea un circolo vizioso). In sostanza sotto il profilo chimico si registra un miglioramento apprezzabile rispetto alla precedente campagna di rilevazioni, con una sola eccezione: il torrente Fegana che registra un peggioramento.
Passando anche allo stato ecologico la situazione nel bacino del Serchio appare lievemente migliore rispetto al recente passato: in 4 casi (Pedogna, Corsonna, Fegana e nel tratto lucchese del Serchio) abbiamo un livello ecologico elevato, in 8 buono, in 5 sufficiente e solo in un caso, ossia l’Ozzeri, “scarso”. Passando all’analisi dei singoli inquinanti spicca, in negativo, l’effetto dei fitofarmaci, e in particolare dell’erbicida glifosate: il suo metabolita (ossia l’Ampa) è presente con concentrazioni superiori allo standard di qualità in tre torrenti della Lucchesia, nel Versilia (uscendo dal bacino del Serrchio), nell’Ozzeri, come era lecito aspettarsi sulla base dei dati generali e nel Turrite di Gallicano.
Sintetizzando i fattori che nella nostra provincia incidono maggiormente sulla qualità delle acque, secondo la ricerca Arpat, sono gli scarichi civili e domestici non depurati o scarsamente depurati, gli scarichi provenienti dagli allevamenti di bestiame, i dilavamenti di depositi di rifiuti del settore lapideo (che nel nostro caso vuol dire il marmo), dall’impatto provocato dalle presenza di minicentrali elettriche (per la costruzione di sbarramenti e per la deviazione dei flussi), gli allevamenti ittici e, come dimostra il caso glifosfato, il dilavamento dei terreni agricoli. Elementi di cui si dovrà tener conto per intervenire su una situazione che non è male, ma che potrebbe essere comunque migliorata. —
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