Il presidio
Grazie a internet non si ferma la “Baldoria”
Il paese di Cerreto rispetta la millenaria tradizione religiosa che segna il passaggio dalla brutta alla bella stagione
Borgo a Mozzano
Una “Baldoria” mai vista, che sicuramente entrerà nella storia. Come ogni anno, il secondo sabato dopo Pasqua il paese di Cerreto si trasforma e vive una serata magica. Quest’anno, però, a causa dell’emergenza coronavirus tutto faceva ipotizzare che il suggestivo spettacolo del falò acceso davanti al campanile venisse cancellato e rimandato, come tante altre iniziative, all’anno prossimo. E invece no.
D’altra parte, nemmeno la seconda guerra mondiale riuscì a impedire di rispettare la tradizione. Certo, la manifestazione fu fatta in maniera diversa, ma i cerretini alle tradizioni ci sono attaccati e non sono disposti ad arretrare nemmeno un po’. Così il sindaco Patrizio Andreuccetti nei giorni scorsi ha accolto la proposta avanzata da Cristina Benedetti e Pierluigi Barsanti, del “Comitato del folclore e della tradizione cerretina”, per poter tenere una “piccola Baldoria”.
«La mia risposta – dice Andreuccetti – è stata di condivisione. Non sarà il solito spettacolo, non ci sarà il pubblico, ma almeno una tradizione millenaria sarà comunque rispettata. La nostra comunità resiste e ripartirà più forte di prima, anche grazie al rispetto delle sue tradizioni».
Così oggi, vigilia della festa della Madonna del Buon Consiglio, alle 21 dal piazzale della Chiesa il parroco don Francesco Maccari pregherà in comunione con tutta la comunità. Chi abita in paese potrà seguire la tradizione dalla finestra di casa, gli altri potranno vedere e vivere questo momento dal monitor di un computer, attraverso il profilo Facebook “La Baldoria”, con le riprese video effettuate con l’ausilio di un drone. Certo, niente cena, niente stand enogastronomici, niente pesca di beneficienza, niente spettacoli musicali. Ma il simbolo della festa ci sarà. Brucerà infatti il falò davanti al campanile, realizzato con gli arbusti e le sterpaglie risultato delle ultime potature di ulivi e viti, che viene incendiato ormai da secoli in questa giornata.
Nessun festeggiamento solenne nemmeno domani nella Chiesa parrocchiale, ma ognuno pregherà all’interno della propria abitazione.
Nessuno conosce le origini certe di questo rito, che sembra voler segnare il passaggio dalla brutta stagione, che viene simbolicamente bruciata con le sterpaglie, a quella della ripresa del lavoro nei campi.
Appuntamento al prossimo anno invece per la biennale “luminara”, l’accensione di migliaia di lumini a cera lungo tutte le vie del paese, i balconi, le finestre e i giardini in modo da creare un’atmosfera fiabesca dell’intera collina visibile anche da tutti coloro che si trovano a passare lungo la Lodovica o il Brennero e che solitamente si fermano, almeno un attimo, a immortalare col telefonino questo momento.
Quella di stasera sarà una “Baldoria 20.20”, come è stata già ribattezzata tra la popolazione. Una festa, in un certo senso, destinata a restare nella storia locale. E così, tra qualche anno, i cerretini e chiunque assisterà allo spettacolo via Internet potrà dire: io c’ero, magari solo virtualmente, ma c’ero. —
Luca Meconi
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