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«Giornali a domicilio fin dal primo giorno»
Michele Lamedica, dell’edicola in via Vittorio Veneto: «In tanti vogliono sapere cosa succede nella nostra città»
lucca
«Ci arrangiamo come si può, ma la desolazione è tanta. E la fiducia nel domani molto poca. Un miraggio, direi. Però non vogliamo rassegnarci a questa situazione che sta mettendo in ginocchio l’economia mondiale e a serio rischio la salute mentale di molta gente. Dobbiamo tenere duro e attendere la fine di questo incubo - perché una fine ci sarà - quando finalmente potremo vedere allontanare lo spettro della paura e dell’angoscia e finalmente cantare vittoria, vedendo ripopolarsi questa città silenziosa e spettrale come mai si era vista finora. Purtroppo credo che la strada sia ancora lunga e che l’unica soluzione a questa terribile pandemia sia il vaccino che, al momento, è ancora in alto mare. Dopo bisognerà rimboccarsi le maniche e ricostruire la nostra economia dalle ceneri di questo maledetto virus che di danni ne ha già fatti fin troppi». Traspare poco ottimismo dalle parole di Michele Lamedica, titolare dell’edicola al civico 11 di via Vittorio Veneto, attiva da ben 33 anni, dove lavora anche la sorella Livia «più pessimista di me, afferma, perché non si dà pace e vive questo momento con grande apprensione, nonostante le notizie confortanti degli ultimi giorni che sembrano attestare un trend in discesa sui nuovi casi di Coronavirus e numeri maggiori di persone definitivamente guarite».
Come gran parte dei colleghi, anche Michele Lamedica ha scelto di tenere aperta l’edicola soltanto al mattino, dalle 7 alle 13.30 esclusa la domenica. «Di gente in giro ce n’è veramente poca, commenta, e anche i clienti abituali, soprattutto i più anziani, hanno diradato le visite e mandano i familiari a prendere il giornale. Hanno paura di contrarre la malattia, visto che essa sembra colpire maggiormente chi è avanti con l’età ed è portatore di patologie. Ma i più temerari non mollano e, per combattere lo stress che aumenta stando chiusi in casa - e spesso da soli - vengono personalmente anche per scambiare una parola, prima di rinchiudersi nel silenzio delle loro stanze».
Per coloro che ne fanno richiesta, dall’inizio dell’emergenza l’edicola ha attivato la consegna a domicilio dei giornali, molto apprezzata da chi non vuole o non può uscire per il timore di ammalarsi. «Le vendite, precisa il signor Lamedica, si concentrano sui quotidiani, e in particolare su quelli locali - la cui richiesta è aumentata - per avere maggiori informazioni sulla tragedia sanitaria che ha colpito gli abitanti della Terra e anche per conoscere da vicino le vicende di “casa nostra” e avere maggiori dettagli sulle persone coinvolte». —
Rossella lucchesi
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