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TRIBUNALE  

Mercoledì summit degli uffici per stabilire come ripartire

Luca Tronchetti
Mercoledì summit degli uffici per stabilire come ripartire

Collegamento da remoto tra il presidente della Corte d’Appello di Firenze e i capi delle sezioni giudiziarie per decidere le priorità delle udienze da celebrare

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Luca Tronchetti / LUCCA

La legittima preoccupazione degli avvocati penalisti lucchesi che, in nome di una semplificazione al di là da venire specie negli uffici giudiziari italiani, temono che nelle intendimenti del Governo ci sia la decisione di attuare in questo periodo di Covid il processo telematico alle normali udienze dibattimentali, potrebbe essere fugata dall’incontro attraverso collegamento Microsoft Teams (quindi in remoto) che dovrebbe tenersi mercoledì 29 aprile tra il presidente della Corte d’Appello di Firenze e i vari capi degli uffici giudiziari toscani. All’esito dell’insolito summit che si svolgerà attraverso la rete informatica verrà redatta una proposta condivisa a cui si uniformeranno i tribunali della Toscana. Possibile che dal lunedì 11 maggio - data indicata come la fine del «lockdown» (in italiano confinamento) a livello di ripresa dell’attività dibattimentale - sino al 30 giugno data in cui, in linea teorica, si dovrebbe tornare ad una quasi normalità, verranno celebrati «dal vivo» e non «via in etere» i processi penali definiti ad «alta priorità». Quali sono? Ancora non è ben chiaro e una linea di confine verrà tracciata proprio il 29 aprile. Di sicuro saranno compresi i processi con detenuti, quelli per rapina aggravata e sequestro di persona e quelli legati agli atti persecutori come lo stalking e ai reiterati maltrattamenti in famiglia. Di certo c’è che non vi saranno assembramenti. Pochi processi giornalieri, tutti mirati e con orari ben definiti. Si procederà quindi a scaglioni, con tempi contingentati e precise fasce orarie, senza la presenza di curiosi e di pubblico per limitare al minimo, mantenendo le distanze, la presenza di soggetti in aula (giudice, pm, cancelliere, imputato, avvocato e quando necessaria la stenotipista.

PENALISTI PREOCCUPATI

Il presidente della sezione penale, Valentino Pezzuti, il 26 marzo aveva firmato un provvedimento con cui disponeva che sino al 30 giugno non sarebbero stati celebrati procedimenti penali a livello dibattimentale ad eccezione di quelli con detenuti o le udienze di convalida legate a misure restrittive della libertà personale. Un provvedimento lampo (fu il tribunale più veloce in Italia da applicare le linee guida del Csm) che, alla luce della nuova situazione venutasi a creare a livello di contenimento del virus, molto probabilmente sarà revocato. E, almeno sino a nuove disposizioni e indicazioni da parte del Governo, non esistono disposizioni legate alla celebrazione dei processi ordinari «in remoto». La preoccupazione dei penalisti è tangibile e riguarda non solo la sospensione dei termini, ma anche la possibilità che i processi si celebrino con collegamenti da remoto con tutti i rischi insiti in un sistema che mal si concilia con quello penale. Insomma è come passare dalla messa in latino a quella moderna con le chitarre. Dice l’avvocato Elena Libone, affermata penalista del foro lucchese: «Prima di tutto mi auguro, e penso di parlare a nome della categoria, che sia revocata la data del 30 giugno e spero che sia scongiurata l’ipotesi dell’estensione del processo telematico alle udienze ordinare come invece si paventa magari a colpi di decreto legge . L’emergenza non può e non deve diventare quotidianità. Credo, in questo senso, che anche la maggior parte dei magistrati concordi sull’idea che il processo in rete svilisca progressivamente il ruolo degli avvocati e anche di giudici e pubblici ministeri. Oltretutto i tribunali non sono preparati a questa conversione. Meglio quindi una riapertura, a partire dall’11 maggio, graduale con garanzie legate all’emergenza e al distanziamento sociale (mascherine, disinfettanti) e con una scelta mirata e prioritaria dei processi». —

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