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Lucca

Le sagre estive in bilico E c’è chi ha già cancellato

Nicola Nucci
Le sagre estive in bilico E c’è chi ha già cancellato

Non si faranno il giugno porcarese e la festa del cacciucco a Badia Pozzeveri A rischio anche la storica sagra della zuppa di Aquilea: «Danno per tutto il paese»

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Nicola Nucci / lucca

Decine gli appuntamenti da maggio fino a settembre. La stagione delle sagre estive, radicate nella tradizione del territorio della Lucchesia e della Piana, rischia di non partire a causa del coronavirus.

Qualcuno ha già gettato la spugna, altri navigano a vista in attesa delle linee guida del governo sperando di poterla fare con misure restrittive, ma non è facile attuare il distanziamento sociale ad eventi di questo tipo. Restrizioni che di fatto però rischiano di snaturano il clima festaiolo e all'aperto delle sagre paesane.

«Aspettiamo fine a tutto giugno, poi decideremo se farla come sempre ad agosto, ma c’è il rischio di saltare a questo giro» dice amareggiato Stefano Battistini, vicepresidente del comitato paesano di Aquilea che organizza la famosa sagra della zuppa. «Una versione ridotta senza ballo? No, le spese organizzative sono le stesse e come si fa ad evitare i contatti tra i ballerini? I contributi del Comune intanto sono congelati e non sappiamo quando sarà assegnati. Certo, mancando le risorse della sagra, ne risentirà tutto il paese. Quest’anno con l’incasso dell’edizione passata abbiamo comprato mascherine di qualità a tutto il paese. Intanto partecipiamo al festival internazionale delle zuppe di Roma».

In sospeso anche la sagra del pioppino di Antraccoli, una delle più affollate e partecipate, dove si balla con orchestre e band famose (l’anno scorso il pienone per i Cugini di Campagna). «Siamo alla finestra in attesa delle decisioni sulle misure anti contagio, c’è un grande punto interrogativo», dicono da Regno Unito Management.

Tempi troppo stretti invece per la sagra del taglierino di Paganico, che era in programma a giugno. Saltata anche la Festa della Sorgente a Guamo, promossa dal gruppo culturale e ricreativo, prevista dal 22 al 24 maggio.

«Purtroppo, visto il prolungamento delle disposizioni, non saranno possibili assembramenti - dice il presidente Carlo Paoletti - e ci siamo resi conto dell’impossibilità di organizzare la sagra. Se ci saranno le condizioni organizzeremo un evento per l’estate».

A Segromigno in Monte è rinviata la storica sagra del tordello casalingo. In stand by invece la rinata festa di Noé a Camigliano lo scorso agosto. «Per giugno non ce la facciamo con la sagra del tordello, vediamo se recuperare le manifestazioni tra agosto e settembre», dice don Damiano Pacini.

Sperano di farcela per fine agosto la sagra dell’oliva dolce di Matraia organizzata da anni dai donatori di sangue e la sagra del fungo porcino con polenta di Massa Macinaia promossa dalla locale Misericordia. Qualche speranza in più per la sagra del cencio a Marginone.

Già rinviati al 2021 il giugno porcarese e la sagra del cacciucco a Badia Pozzeveri. La cancellazione degli appuntamenti già in programma avrebbe ricadute economiche e sociali per associazioni di promozione sociale, Proloco, associazioni sportive, parrocchie e tutte le organizzazioni volontarie.

Queste feste paesane rappresentano anche un’opportunità significativa per le associazioni di volontariato per recuperare risorse da destinare alle proprie attività di solidarietà per la comunità. —

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