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Lucca

l’indagine 

Inchiesta sulla caduta dei calcinacci, sigilli a tre sottopassaggi della Bretella

Inchiesta sulla caduta dei calcinacci, sigilli a tre sottopassaggi della Bretella

Nel mirino la zona dell’Oltreserchio, dopo la presentazione di una serie di esposti per tutta la tratta autostradale

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Gli uomini della polizia stradale sono entrati in azione nelle prime ore della mattinata. Hanno raggiunto tre sottopassi della Bretella nell’Oltreserchio e li hanno chiusi al transito. Da lì, a partire da ieri e chissà per quanto tempo, non si potrà più passare: le strade interessata sono via di Fregionaia, via Casanova e via di Arliano. Il provvedimento di sequestro è stato firmato dal gip Simone Silvestri su richiesta del sostituto procuratore Elena Leone: si tratta dell’onda lunga dell’inchiesta, avviata nel 2017 dalla procura di Lucca sulla presunta mancata manutenzione della diramazione Lucca-Viareggio dell’A11, in concessione a Salt, che i lucchesi conoscono anche per essere una delle tratte più care di tutta Italia.

Un’indagine nata dopo la presentazione di alcuni esposti - in particolare dai cittadini della zona di Massarosa - sulla caduta di calcinacci dai viadotti dell’autostrada. Nel fascicolo dell’inchiesta vengono iscritti i nomi di quattro persone, vertici e tecnici di Salt. Si tratta di Fabrizio Larini, presidente del consiglio di amministrazione; Claudio Vezzosi, amministratore delegato; Daniele Buselli, incaricato della manutenzione a partire dal marzo 2015; Alberto Binasco, delegato alla sicurezza stradale dal maggio 2015. Vengono indagati per «omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina». Secondo gli inquirenti i quattro, a vario titolo, non hanno effettuato le verifiche di sicurezza per gli eventi sismici (obbligo previsto dalle normative del 2003) e sono venuti meno alla valutazione di sicurezza prevista dal decreto del ministero delle Infrastrutture del 2008. Nello specifico, agli indagati viene contestato il mancato espletamento dal 2013 in poi dei lavori di manutenzione sulle fondazioni, i fusti delle pile, i pulvini e l’intradosso degli impalcati.

E proprio la (possibile) caduta di calcinacci è alla base anche del provvedimento di sequestro eseguito ieri mattina, sulla base della relazione del consulente nominato dalla procura. Nessun pericolo di crollo per l’autostrada, che infatti rimane regolarmente aperta. Ma il distacco di materiale dalle arcate dei sottopassi avrebbe potuto provocare danni, potenzialmente anche assai gravi, agli automobilisti e alle persone che passano al di sotto.

Le strade rimarranno non percorribili dovranno rimanere fino a quando la Salt non perfezionerà i lavori per i quali ha già preso accordo con l’autorità giudiziaria, che consentirà l’accesso all’area sotto sequestro al personale di cantiere. Si parla di alcuni mesi, almeno un paio, per poter completare le operazioni sui tre sottopassaggi. Nel frattempo, gli abitanti delle zone interessate dovranno trovare altre strade per arrivare a destinazione. Vero è, infatti, che non si tratta di una zona di particolare passaggio (e meno che mai ora, durante il lockdown per il coronavirus), ma comunque il blocco delle tre strade comporterà per gli abitanti delle frazioni dell’Oltreserchio che vogliono raggiungere la Sarzanese di convogliare verso la via di Poggio, lungo il Serchio. —



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