Il presidio
A Castelnuovo distribuzione in due punti
Il Comune della Garfagnana seguirà il protocollo previsto dalla Regione, ma per i prossimi stock il Comune ha chiesto di utilizzare anche i volontarii
CASTELNUOVO
Partenza “zoppa” per la consegna delle mascherine promesse dalla Regione in Valle del Serchio.
Difficoltà riscontrate un po’ in tutti i comuni della Valle, che hanno optato per non seguire le indicazioni della Regione sulla distribuzione. Infatti solo Castelnuovo ha affidato la distribuzione a farmacia e supermercato.
Così i vari comuni che hanno deciso di consegnare i dispositivi con il proprio sistemi di volontariato devono pensare in autonomia all’approvvigionamento dalla Regione. Il pacchetto da 5 mascherine spetta a tutti i residenti con età superiore ai 6 anni, la consegna sarà ripetuta anche nelle prossime settimane. A Castelnuovo, invece, tutto come programmato dalla Regione o quasi.
Nessun intoppo per la distribuzione alla Farmacia Gaddi, in zona Stadio, dove si può ritirare la quota di mascherine dovute presentando la tessera sanitaria. Diversa, invece, la situazione al supermercato Conad di Via Valmaira dove la Regione ha dirottato il 90% dei dispositivi. In questo caso, mancano gli strumenti per leggere la tessera sanitaria e quindi viene consegnato un solo pacchetto a chi ne fa richiesta, esibendo però il documento d’identità. Non si sono comunque registrate particolari code su tutto il territorio.
«Le mascherine servono solo a chi deve uscire e possono anche essere richieste al Coc (0583 641368) se qualcuno ha difficoltà a reperirle personalmente – dice il vicesindaco Chiara Bechelli – la famosa mascherina al giorno prevista dalla Regione è per chi deve uscire tutti i giorni per comprovati motivi, gli spostamenti devono ancora essere limitati in questa fase. Il comune di Castelnuovo ha anche acquistato un proprio stock di mascherine e quindi nessuno resterà senza. Stiamo però pensando di cambiare e abbiamo chiesto alla Regione di poter fare la distribuzione tramite la farmacia, ma anche tramite il nostro sistema di volontari magari coprendo le frazioni o le persone ultra 65enni». —
LUCA DINI
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