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La Buca di Sant’Antonio arriva a casa tua
Aspettando la fine della pandemia da venerdì lo storico locale di via della Cervia farà il servizio delivery nei fine serttimana
LUCCA
Il passato (e che passato) e il futuro si incontrano, e aiutano i buongustai lucchesi ad affrontare un po’ meglio questo triste periodo. Tra le tante privazioni che dobbiamo sopportare in queste settimane vi è quella di non poter andare al ristorante. Ma, secondo il vecchio adagio della montagna e di Maometto, in molti casi è il ristorante a venire a casa nostra. È, usando un anglicismo di gran moda, il cosiddetto “delivery”, il sistema di consegna a domicilio.
Ebbene, all’elenco dei locali che contribuiscono a rendere queste giornate meno tristi adesso si aggiunge un altro nome, e che nome. Praticamente la storia della ristorazione lucchese. Stiamo parlando de La Buca di Sant’Antonio, anche se basta già la prima parte del nome, La Buca, per capire di cosa si sta parlando, e correre col pensiero e con i sensi ai sapori, agli odori, all’immagine, dei piatti tipici della nostra tradizione culinaria. «Sì – conferma il titolare Giuliano Pacini – da venerdì partiamo anche noi».
Sì, perché il ristorante dalla storia secolare non ha paura a confrontarsi con il presente. E parlare di “storia secolare” non è casuale: il primo documento in cui si parla del locale risale al 1782. Per capirsi: Lucca era ancora una repubblica indipendente (il Ducato sarebbe arrivato decenni dopo), non c’era ancora stata la Rivoluzione Francese e solo da pochi anni gli Stati Uniti non erano più una colonia inglese. Insomma, un mondo completamente diverso, eppure l’Osteria di Sant’Antonio (all’epoca si chiamava così), esisteva già. Da allora ne sono passati di piatti dalle cucine, e di ospiti, molti anche celebri, da quelle tavole.
Una storia lunghissima insomma, frutto proprio della capacità di far sposare – come in questa circostanza, tradizione e innovazione.
Tradizione e innovazione che caratterizzano anche l’anima del locale, ossia i suoi piatti. Piatti che sono un simbolo del territorio: la garmugia, i tordelli, la trippa, o il classico lucchese del baccalà alla griglia “sposato” ai ceci.
Ebbene, da questo fine settimana non ci sarà bisogno di aspettare la riapertura della porta di via della Cerva per rincontrare quei sapori, ma saranno loro ad arrivare direttamente a casa. Nel centro storico come nella periferia di Lucca. Certo, mancherà il contorno, inteso non come cibo ma come ambiente, ossia il locale carico di fascino che avvolge i suoi clienti, ma per quello ci sarà da aspettare. E lo si potrà fare gustandosi comunque, per fare un esempio, una minestra al farro della Buca.
Lo si potrà fare tutti i fine settimana, sino al termine dell’emergenza, per la cena dal venerdì alla domenica (con consegne a partire dalle 19,30) , e la domenica anche a pranzo (consegna dalle 12,30). Per ordinare i piatti basterà un messaggio via WhatsApp al numero 335 591 2621 (e si potrà pagare in contanti, con la carta di credito, col Bancomat o con la PayPal). E per scegliere cosa ordinare basta un telefonino per consultare il menù (all’inderizzo www.bucadisantantonio.com/delivery/menu-buca-delivery.pdf) con tanto di carta dei vini (all’indirizzo www.bucadisantantonio.com/delivery/vini-buca-delivery.pdf), scontata per la circostanza del 20%. Aspettando di poter finalmente varcare anche fisicamente quella soglia. —
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