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L’appello di Ance Toscana: «Ripartiamo dall’edilizia»
L’associazione chiede un piano straordinario agli enti pubblici per superare la crisi e indica soluzioni come lo sblocco di opere e pagamenti e il taglio delle imposte
lucca
Si rivolgono alle stazioni appaltanti locali il presidente Stefano Varia (anche in rappresentanza di Lucca) e i due vicepresidenti di Ance Toscana Nord, Alessandro Cafissi per Prato e Ornella Vannucci per Pistoia, chiedendo alle province, ai comuni e agli altri enti territoriali una stretta collaborazione per dare ossigeno alle imprese del territorio, in attesa del grande piano nazionale per il rilancio dell’edilizia che, al tempo stesso, sarà occasione per la qualificazione del Paese.
«Le nostre richieste sono ispirate dalla pura logica del buon senso – spiega il presidente Varia – chiediamo solo quanto già contenuto nelle norme di legge e in quelle di buona amministrazione: questo è il momento per ribadire che l’edilizia, comparto già allo stremo prima della crisi causata dal coronavirus, soltanto se sarà supportata dal pubblico potrà sopravvivere e per capire quale ente locale vorrà scommettere sulle imprese del suo territorio».
La lettera è infatti accompagnata da un documento che indica alcune soluzioni di facile applicazione ma di immediato beneficio: tra le altre, garantire liquidità alle imprese, per cui Ance Toscana Nord chiede ai committenti pubblici di sbloccare le risorse, adempiendo ai pagamenti arretrati e rispettando i termini per quelli futuri.
Per quanto riguarda l’affidamento di lavori pubblici, Ance invita le amministrazioni pubbliche a ispirarsi a tre parole: fiducia, territorialità e prossimità. «Tradotto in termini contrattuali – spiega Ance Toscana Nord – significa, per esempio, che i bandi dovranno essere semplificati, con il maggior ricorso possibile all’affidamento diretto e alla procedura negoziata, evitando la procedura del sorteggio, ma garantendo comunque la rotazione fra imprese e prevedendo l’obbligo di sopralluogo di cantiere e al subappalto illimitato. Le limitazioni imposte agli spostamenti hanno come logica conseguenza il ricorso a imprese locali, che lavorano con maestranze del posto».
E il documento guarda anche all’edilizia privata, chiedendo agli enti di attivare tutte le agevolazioni fiscali possibili, sia in termini di sospensione che di rinvio delle numerosissime imposte che gravano sugli immobili (permesso di costruire, oneri di urbanizzazione, Tosap, Tari, Imu e imposte locali).
«È infatti vitale conferire fiducia al committente privato – prosegue Ance Toscana Nord – e la leva fiscale che, già in condizioni normali, frena gli investimenti anche minimi, sarà potente per chi, nonostante in frangente epidemico, desideri edificare il nuovo, o recuperare l’esistente. Ugualmente importante sarà poterlo fare in tempi rapidi e certi». Per questo, il documento si rivolge alla Regione, chiedendo di semplificare le procedure urbanistiche in attesa di una completa revisione della normativa, ma anche ai Comuni, perché velocizzino le pratiche interne, a cominciare dal rilascio dei permessi, atti e pareri».
«Non ci illudiamo di uscire rapidamente dall’emergenza legata al coronavirus, ma ugualmente crediamo che questo avverrà – conclude il presidente Stefano Varia –occorre quindi farsi trovare pronti e puntare sulle imprese locali quale motore per la ripartenza del territorio». –
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