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«Al fianco dei clienti seguendo le regole»
Piera Menesini, madre del gestore Giacomo Ruggeri, spiega che l’edicola di via Galli Tassi consegna i giornali a domicilio
lucca
Ci sono locali che il tempo non è riuscito a cancellare dalla memoria della gente e, nonostante l’avvicendarsi di gestioni e la sostituzione dell’insegna sulla porta, si continuano a indicare con il nome originale. Uno di questi è il bar “La Patria” di via Galli Tassi, cuore pulsante del vecchio quartiere Pelleria che i nostri genitori e nonni ricordano colorito e vivace fino agli anni Ottanta, quando iniziò a spopolarsi e a perdere, una dopo l’altra, le tante attività che lo caratterizzavano.
Oggi, lo storico bar non esiste più. L’ultima gestione ha chiuso quattro anni fa e l’attività è andata avanti solo come rivendita di giornali e tabacchi. L’insegna però è la stessa, fatta installare, nel 1921, da Salvatore Menesini che avrebbe passato il testimone prima al figlio Pietro, poi alla nipote Piera, madre di Giacomo Ruggeri che ha preso le redini dell’edicola lo scorso primo febbraio, pur continuando a studiare ingegneria.
Quando chiamiamo l’attività commerciale, ci risponde Piera Menesini con una voce piena di speranza e fiducia sul dopo coronavirus. «Bisogna essere ottimisti – spiega – anche se non è così facile, perché i giorni passano e la situazione, almeno nell’imminente, non sembra volgere al positivo. Come tutti, cerco di dare il mio contributo seguendo le regole che ci sono state imposte. Sto quasi sempre in casa e quando esco o vengo in negozio con mio marito Nicolò per dare una mano a nostro figlio. Uso sempre guanti e mascherina, fondamentali per proteggersi dal rischio di contagio di questo nemico invisibile che ha già fatto troppe vittime in tutto il mondo». Per salvaguardare la salute dei clienti più anziani, l’edicola ha scelto di consegnare a domicilio giornali e riviste a chi ne fa richiesta. «Anche se la maggioranza – commenta Menesini – preferisce venire personalmente per uscire a prendere una boccata d’aria. Al tempo stesso, magari, acquista anche le sigarette e qualche rivista o un libro per passare il tempo, oppure uno dei tanti settimanali di enigmistica».
«Purtroppo in giro c’è pochissima gente e, da quando è scattata l’ordinanza, non vengono più neppure i parenti dei detenuti del carcere, perché le visite sono state abolite. Spero solo che questo incubo finisca presto e tutto torni come prima» conclude la signora Piera che, in cuor suo, spera che “La Patria” torni a essere quella di un tempo, magari riaprendo anche la zona bar-ristoro, grazie a Giacomo e, chissà, anche all’altro figlio che adesso lavora a Firenze. –
Rossella Lucchesi
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