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«Ricominciare tutti e subito o il futuro sarà compromesso»
Il direttore di Confartigianato punta il dito contro chi lavora in nero «In questo periodo falsi artigiani si sono proposti per molti lavori»
l’analisi
«Tutte le attività devono riprendere, è troppo tempo che sono ferme. La gente scalpita». Ripartire tutti e subito è la posizione di Confartigianato Lucca per la ripartenza dell’economia. Il direttore Roberto Favilla non ha dubbi: «Andando avanti così, gli artigiani rischiano di perdere tutto quello che hanno costruito, fette di mercato che saranno irrecuperabili».
Senza nascondersi, Favilla traccia un quadro del suo settore che nel pieno dell’emergenza coronavirus ha dovuto scontare, oltre che le conseguenze di una congiuntura straordinaria, anche la concorrenza sleale di chi lavora in nero. «In questo periodo - spiega Favilla - siamo venuti a sapere dai parrucchieri di case produttrici di colori per capelli che hanno venduto per strada kit con tutto il necessario. Oppure di persone che realizzano, senza essere dichiarate, piccole manutenzioni, che si sono proposte per eseguirle quando le attività regolari erano state obbligate a fermarsi. Oggi tutti devono riaprire, con intelligenza e tutelando la salute dei lavoratori, o la fase 2 sarà peggiore della fase 1. L’ordinanza regionale con le prescrizioni di sicurezza per le aziende include una serie di misure che comportano costi inevitabilmente a carico delle aziende. Ci preoccupa tanto ad esempio anche il distanziamento di un metro e ottanta. In alcuni casi, dove lo spazio non c’è e dove le paratie non si possono installare, si dovrà sopperire con le mascherine».
«Ci auguriamo davvero - conclude il direttore provinciale di Confartigianato - che con il 4 maggio tutte le attività possano ripartire. Le piccole aziende, tra l’altro, stanno perdendo miliardi di commesse. Il risultato di tutto quello che è stata la pandemia lo toccheremo completamente con mano alla fine del 2021».
Favilla si sofferma anche sulla concessione di prestiti sulla liquidità delle imprese. «La cifra massima di 25.000 euro è difficilmente ottenibile - sottolinea -. E poi chi dà i prestiti sono le banche, quindi il tasso di interesse viene applicato. Lo Stato si pone come garante per le aziende, ma quelle che entrano nei parametri sono poche». —
B.A.
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