Meteo
Arrestati due pastori per incendio doloso
I carabinieri forestali sequestrano il gregge di pecore Sorpresi a bruciare prati di pascolo finiscono ai domiciliari
pescaglia
L’estate è ancora lontana, ma uno dei “mali di stagione” ha già cominciato a colpire, con una frequenza preoccupante. Stiamo parlando degli incendi, con tanti episodi in tutta la Provincia: da Bagni a Camaiore fino a Villa Basilica, è favoriti dalle particolari condizioni meteo e in molti casi dall’imprudenza. Oppure proprio da una volontà distruttiva. È il caso di uno dei due incendi che hanno caratterizzato la giornata di domenica, uno a Villa Collemandina e l’altro a Pescaglia. E proprio nel caso di Pescaglia sono stati individuati i responsabili. Si trattava che hanno fatto ricorso all’antica pratica del fuoco che, secondo una convinzione diffusa, aiuterebbe la formazione di prati da pascolo.
Un sospetto che era emerso da subito. Anzi, da ancor prima che il fuoco scoppiasse. Sì, perché l’individuazione dei responsabili è il frutto di un’ operazione preventiva, che non è esagerato definire geniale, messa a segno dai carabinieri forestali di Bagni di Lucca.
Tenendo conto del fatto che è questo il periodo dell’anno in cui viene fatta questa pericolosa (oltre che illegale) pratica, e sulla mappatura degli episodi analoghi avvenuti in passato, i militari hanno dato vita a un’operazione di controllo sulle zone più a rischio. Tra queste appunto il Monte Piglione a Pescaglia, teatro dell’incendio, e questo ha permesso di dare l’allarme limitando i danni (comunque notevoli) e di individuare i responsabili.
«Attraverso un’analisi accurata dei dati degli incendi che negli anni si sono susseguiti – si legge nella nota dei militari – i carabinieri forestali sono riusciti a individuare zone e periodi a maggior rischio. È però comprensibile quanto sia difficile poter sorprendere gli incendiari nell’attimo stesso in cui stanno dando fuoco, anche per i luoghi dove l ogni presenza estranea è facilmente identificabile. Una pattuglia della stazione carabinieri forestale di Bagni, proprio sulla base dell’esperienza e delle conoscenze acquisite, ha ritenuto opportuno recarsi alle pendici del Monte Piglione Nord per un’attività di prevenzione antincendio boschivo. Mentre si avvicinavano hanno notato due piccole colonne di fumo riconducibili ad un principio di incendio. Dirigendosi immediatamente sul luogo notavano un’autovettura che si stava allontanando dalla zona. L’area è disabitata e priva di attività di qualsiasi genere, e quindi la presenza di persone, oltretutto in periodo di divieto di allontanarsi dalla propria abitazione per l’emergenza Covid 19, è risultata particolarmente sospetta. A seguito degli ulteriori accertamenti effettuati dai militari forestali della stazione, coadiuvati da altro personale dei carabinieri forestali delle stazioni di Castelnuovo, Camaiore, Nipaaf e Gruppo, e sussistendo ancora la condizione di flagranza di reato si è proceduto all’arresto dei due soggetti per incendio boschivo doloso e al conseguente sequestro del gregge di pecore ritenuto la causa dell’azione delittuosa. Purtroppo mentre venivano svolti gli atti per l’arresto il fuoco si estendeva con incredibile velocità favorito dal vento e dall’asperità dei luoghi che ne rallentavano i soccorsi; l’incendio veniva spento solo a fine serata quando ben cinquanta ettari, tra prato-pascolo e bosco, erano stati percorsi dalle fiamme». —
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