Il Tirreno

Lucca

PARLA IL TITOLARE DELLA PIZZERIA AGGREDITO 

«Non voleva pagare e si è avvicinato tentando di sferrare una coltellata»

LUCA TRONCHETTI
«Non voleva pagare e si è avvicinato tentando di sferrare una coltellata»

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LUCCA

Ha dimenticato la disavventura di giovedì sera quando è stato aggredito da un extracomunitario che non voleva pagargli la pizza, ha cercato di colpirlo con un coltello e gli ha lanciato una lattina di Coca Cola. Simone Costa, 38 anni, contitolare dalla pizzeria «Da Umberto» in piazza Napoleone è intento alla consegna: «Non ho molto tempo per pensare a quello che è accaduto. - dice il giovane - Una cosa è certa: in quel magazzino al numero 33 di via dell’Angelo Custode c’erano tantissime persone, extracomunitari di varie etnie e alcuni italiani, che vivono in condizioni disumane. Senza energia elettrica, senza acqua e servizi igienici. Ero lì e ho sentito quando uno di loro diceva ai militari che una persona che una volta al mese veniva a riscuotere un affitto di 250 euro ad ospite. Io devo avere 28 euro tra pizze e bibite non pagate e i soldi li voglio da quel “signore” e spero che le forze dell’ordine riescano ad individuarlo».

IL RACCONTO

Era già stato in quell’edificio Simone Costa: «Sì, avevo fatto una consegna a quell’indirizzo. Ma ad attendermi fuori dall’immobile c’era un ragazzo italiano: mi ha pagato ed è rientrato con la pizza. Giovedì sera ho ricevuto un altro ordine: 4 pizze e 4 lattine. Totale 38 euro. Sono arrivato e c’era fuori un ragazzo di colore che parlava benissimo l’italiano. Mi ha pagato pizza e coca e mi ha dato pure 50 centesimi di mancia». Poi arriva il giovane marocchino: «Mi ha preso le pizze ed è entrato dentro. Io, che indossavo mascherina e guanti, sono rimasto fuori in attesa che uscisse per pagare. Invece ho sentito gridare e sono entrato a vedere. C’era il marocchino che urlava “t’ammazzo, t’ammazzo” a un ragazzo di colore, forse un senegalese, che era inginocchiato sotto la minaccia di un coltello. Voleva che fosse lui a pagare tutte le pizze. Io, tenendomi a distanza di 4-5 metri, gli ho detto di calmarsi. Nella stanza c’erano tante altre persone e qualcuno cercava di tener fermo il marocchino. Che invece si è avvicinato tenendo, come fosse un ostaggio, l’africano e all’improvviso ha cercato di sferrarmi un fendente. Io ho scansato la lama mentre altri immigrati bloccavano di nuovo il giovane magrebino che è riuscito, senza colpirmi, a tirare un lattina di coca finita contro un muro. Sono uscito e ho chiamato i carabinieri». —

LUCA TRONCHETTI

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