Il Tirreno

Lucca

L’INCHIESTA DEI CARABINIERI  

Arrestato per rapina nello scantinato della vergogna in centro storico

Luca Tronchetti
Arrestato per rapina nello scantinato della vergogna in centro storico

Finisce in carcere extracomunitario indagato per stalking Indagini sul quarantenne che ha affittato al nero il magazzino   

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Luca Tronchetti / LUCCA

L’ arresto per rapina di un immigrato di 21 anni, residente nel comune di Castelfranco di Sotto e gravato già da divieto di avvicinamento alla sua ex convivente, si innesta su un’indagine iniziata alcuni giorni prima in base all’esposto del proprietario di un magazzino-scantinato di 300 metri quadrati in via dell’Angelo Custode che, dopo aver subaffittato il bene a un quarantenne conosciuto dalle forze dell’ordine, si accorge che all’interno di quei locali non vengono svolti lavori per poter aprire un affittacamere o un bed and breakfest. Ma ci vivono un numero considerevole di persone: extracomunitarie di varie etnie (marocchini, senegalesi, cingalesi, ecc) e persino tre italiani indigenti con problemi di varia natura. Due quindi i filoni d’indagine che i carabinieri di Cortile degli Svizzeri - e in minima parte, quella di competenza, della polizia municiale - stanno svolgendo: il primo riguarda l’arresto per rapina del marocchino, l’altro, più complesso, il sublocatore del magazzino che, modificando la concessione d’uso, avrebbe trasformato un fondo commerciale in fondo abitativo adibito ad attività di affittacamere, pubblicizzato on line, dove, stando all’accusa, gli ospiti soggiornavano senza il rispetto di alcuna norma d’igiene e sicurezza tanto che della situazione sono stati informati l’Asl e i servizi comunali oltre all’autorità giudiziaria.

IN MANETTE

In carcere per rapina è finito Ayman Wardane, marocchino, nato nel 1999 e che si trovava in quella struttura al numero 33 di via dell’Angelo Custode con tanto di braccialetto elettronico perchè colpito da divieto di avvicinamento dalla sua ex compagna. Usando un coltello, poi ritrovato sotto il letto di un altro ospite dello scantinato, ha minacciato giovedì 16 maggio poco dopo le 21 Simone Costa, 38 anni, titolare di una pizzeria in centro storico. Il motivo? Si era impossessato delle pizze che erano state consegnate a quel domicilio. Non voleva pagare e con il coltello da cucina con lama di svariati centimetri aveva cercato di colpire al fianco il pizzaiolo-fattorino. Era stato proprio Costa, uscito dal fondo, ad avvertire i carabinieri. Una pattuglia giunta sul posto aveva constatato la presenza all’interno di una quindicina di persone e così - visto che c’era in atto una specie di rissa che vedeva Wardane decisamente esagitato e in preda ad un raptus tanto da sostenere di aver paura soltanto di Dio - i militari avevano avvertito la centrale per far giungere in quella zona del centro storico i rinforzi. L’arrivo di altre tre pattuglie di carabinieri e una volante della polizia dopo un’ora e mezzo è riuscita a placare gli animi e a controllare tutti le persone che vivevano all’interno del tugurio. Dai controlli non è emersa la presenza di clandestini, ma soltanto uno di loro avrebbe un lavoro stabile e retribuito con tanto di busta paga. Il marocchino è stato condotto nel carcere di San Giorgio su disposizione del pm Paola Rizzo e in remoto si è svolta l’udienza di convalida di fronte al gup Simone Silvestri che ha confermato la detenzione cautelare nel penitenziario.

CONTRAVVENZIONE

Le indagini riguardanti il locale invece hanno già portato ad emettere una sanzione amministrativa di duemila euro nei confronti del quarantenne che ha affittato l’ex magazzino ai senza tetto in relazione agli abusi edilizi commessi e alla modificazione della destinazione d’uso in assenza totale di Scia che sostituisce ogni atto di autorizzazione, licenza, permesso, nulla osta sotto il profilo urbanistico-edilizio, di agibilità e igienico-sanitario. Ma altre sanzioni sono attese dopo che la magistratura avrà preso visione degli atti. —

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