Italia
I controlli per il virus portano alla scoperta di una falsa psicologa
Fermate ai posti di blocco numerose persone dichiaravano di andare dalla professionista, che in realtà non aveva titoli
Altopascio
L’allarme coronavirus, tra le sue infinite conseguenze, ne ha avuta anche qualcuna che non ti aspetti. E persino positiva. Come nel caso di Altopascio dove una maga, dopo aver adottato un falso nome, si spacciava per psicologa e psicoterapeuta, ricevendo pazienti del tutto ignari della truffa. Una truffa scoperta proprio grazie alle misure di controllo sugli spostamenti delle persone per il contenimento della pandemia, e costata la denuncia a una cinquantenne di Altopascio.
Sono almeno quattro i reati che la polizia municipale altopascese, guidata dal comandante Italo Pellegrini, ha contestato alla donna che si professava psicologa, pur non avendo alcun titolo per farlo: esercizio abusivo della professione, sostituzione di persona, abuso edilizio e violazione delle norme tributarie e fiscali.
Un’indagine complessa, durata alcune settimane, che riceve il plauso anche del sindaco di Altopascio Sara D’Ambrosio: «Ringrazio personalmente e a nome di tutta la comunità il comandante Pellegrini e l’intero comando. Da settimane sono impegnati in prima linea sul territorio, con posti di blocco e pattugliamento su strada, e una media di oltre 100 controlli al giorno. A questa immensa mole di lavoro si è aggiunta anche l’indagine sulla falsa psicologa, che ha portato alla luce una situazione grave e pericolosa, non solo per i molteplici abusi commessi, ma soprattutto perché a rimetterci sono state le persone più fragili, e le loro famiglie, che si trovano in una situazione di difficoltà, del tutto ignare e inconsapevoli della situazione».
Tutto è iniziato alcune settimane fa, quando nell’attività ordinaria di controllo del territorio, la polizia municipale ha fermato alcune persone che dichiaravano di spostarsi per recarsi allo studio di una sedicente psicologa, che restava del tutto sconosciuta.
Da qui sono partite le indagini. «È emerso ben presto che numerosi pazienti, per lo più giovani donne di età compresa tra i 20 e i 30 anni e provenienti da varie zone della provincia di Lucca e non solo, da alcuni mesi si recavano da questa signora per cure psicologiche – spiega il comandante Pellegrini – il nome loro fornito dalla donna, però, risultava di fantasia ed era totalmente assente dall’albo nazionale degli psicologi. Da ulteriori indagini abbiamo ricostruito la vicenda: la donna esercitava la professione sotto mentite spoglie e forniva alle stesse pazienti generalità false. Ma non è tutto: una volta identificata, infatti, abbiamo scoperto che la signora è in realtà titolare di una partita Iva riconducibile all’attività di cartomante/maga e anche il suo vero nome non figura in nessun albo. Non è quindi una psicologa».
La donna avrebbe rassicurato continuamente le pazienti, alcune appena maggiorenni, e molte di loro con gravi problemi personali, sulle sue specializzazioni in psicologia e psicoterapia e, nonostante non avesse alcun titolo per farlo, ha continuato per molto tempo ad assistere persone molto fragili, rischiando di causare loro gravi danni. «Persone che riponevano nella donna una fiducia incondizionata – aggiunge Pellegrini – e che per le problematiche raccontate, in molti casi attacchi di panico e ansia, hanno bisogno di un supporto psicologico reale e non truffaldino. La signora, inoltre, riceveva le pazienti nell’appartamento in cui di fatto vive, destinato abusivamente a studio medico, e concludeva ogni seduta senza il rilascio di alcuna ricevuta fiscale. Il tutto avveniva quindi al nero, senza ricevute o fatture». —
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