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Si annuncia una dura estate per gli agriturismi della Valle
Le strutture ricettive lavorano soprattutto con turisti provenienti dall’estero Prenotazioni saltate e nessuno sa quando sarà possibile ripartire
valle del serchio
C’è pessimismo tra i titolari delle strutture ricettive della Valle, con decine di attività chiuse. Al momento per le restrizioni legate al avirus e, in prospettiva, per il quadro catastrofico in cui viene rappresentata la situazione italiana all’estero. Insomma, saranno vacche magre da qui a settembre.
Ascoltando i gestori gli spunti da annotare sono tanti: «L’agricoltura zoppicava già di suo – dice Francesca Bonagurelli, dirigente Coldiretti e proprietaria dell’agriturismo “Il Benefizio” a Barga – e c’era bisogno dell’agriturismo per riprendere fiato. Le prenotazioni sono crollate. Abbiamo avuto disdette principalmente dai Paesi anglofoni, e chissà quando mai rivedremo questi turisti, perché tutto è legato anche alle situazioni interne dei singoli Paesi e al blocco degli aeroporti. Fare previsioni sulle riaperture è prematuro. C’è chi ha trovato nuove destinazioni (alloggio di parenti di contagiati, pazienti curati a domicilio e altre tipologie), altri si sono riciclati facendo consegne a domicilio di cibo e pasti e chi faceva ristorazione in qualche modo sopravvive».
Giancarlo Trombetti, titolare della casa vacanza “Il Daino” di Sassi, a Molazzana va oltre l’emergenza: «Non mi aspetto che venga qualcuno perché lavoro con svizzeri, olandesi e tedeschi. È una situazione devastante, perché la struttura va mantenuta, ha dei costi fissi, senza contare gli aspetti fiscali. È un bagno di sangue, siamo in una gestione turistica al limite del ridicolo, con trent’anni di ritardo rispetto alle altre zone, non c’è offerta reale e il marketing pubblico è affidato all’improvvisazione senza un marchio da promuovere. Quel poco che si conosce è grazie ai privati, che negli ultimi decenni hanno fatto da soli. Poi, la tassa di soggiorno, è stata la ciliegina sulla torta». L’agriturismo “Summer”, a Verni, lavora, o meglio lavorava con le cerimonie oltre che con gli affitti estivi: «Matrimoni ed eventi sono saltati, le prenotazioni per i mesi a venire sono in sospeso. Abbiamo gruppi di tedeschi che non sembrano spaventati, ma il problema resta il trasporto privato».
«Già da metà marzo le prenotazioni sono svanite, almeno fino ad agosto – dice lo statunitense Jerry Wyrick di Casa “La Pace” di Ghivizzano – noi lavoriamo con gli americani e la sospensione dei voli intecontinentali ha portato un blocco. Poi anche negli States è arrivata la crisi, e quindi sono arrivate altre disdette. Io sono cauto, e non mi sento di rischiare un’eventuale ricaduta. Meglio stare fermi, magari una stagione, per ripartire in sicurezza». Tra Vallico Alto e Vallico Basso, c’è poi il complesso “Borgo I Mulinetti”: «Noi lavoriamo con un’agenzia che si occupa esclusivamente di clienti stranieri, e avevamo prenotazioni da maggio a settembre. Per maggio e giugno abbiamo avuto delle disdette, e presumo anche nei mesi a seguire. Il danno economico è grosso, perché lavoriamo solo sei mesi l’anno». —
Nicola Bellanova
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