Il presidio
Lutto a Capannori Morto monsignor Miguel D’Annibale
Vescovo di San Martin, in Argentina, aveva 61 anni Originario del Compitese era tornato a Lucca a maggio
CAPANNORI
Una brutta notizia per la comunità capannorese è arrivata dall’altra parte del mondo, quella della scomparsa di monsignor Miguel Ángel D’Annibale, avvenuta il 14 aprile. Il religioso è stato stroncato, a 61 anni, da una leucemia linfatica. Originario di Castelvecchio di Compito, dove era nato il padre Lido e dove ancora oggi vivono alcuni suoi parenti, a maggio era venuto in Italia per incontrare un suo amico speciale di Buenos Aires, Papa Francesco, e per rendere omaggio al Volto Santo di Lucca in occasione della nomina del nuovo arcivescovo Paolo Giulietti, partecipando anche al pellegrinaggio a piedi partito proprio da Capannori.
La grave malattia gli era stata diagnosticata nel 2009. Da allora monsignor Miguel aveva ingaggiato una lotta contro la malattia, fino al ricovero, a marzo, quando le sue condizioni erano precipitate.
Imponente anche nell’altezza (1,90), era nato a Florida, in provincia di Buenos Aires, il 24 marzo del 1959. A 25 anni è stato nominato sacerdote e poi vicario generale a San Isidro, fino al 2011 quando Papa Benedetto XVI lo ha ordinato vescovo di Nasai e vicario della diocesi di Rio Gallegos, di cui è diventato monsignore due anni dopo entrando a pieno diritto nella famiglia pontificia. L’ultima investitura dal connazionale Papa Francesco, nel 2018, a vescovo di San Martin. È stato anche membro della Conferenza Episcopale argentina.
A dare la triste notizia è stato il sindaco Luca Menesini: «Avevo conosciuto Monsignor D’Annibale lo scorso anno, in occasione dell’arrivo del vescovo Paolo in Lucchesia e avevamo parlato di progetti da poter fare insieme per le nostre comunità. Da anni viveva e operava in Argentina ma rientrava spesso in Italia per impegni in Vaticano legati al suo ministero e ne approfittava per fare visita ai parenti a Capannori, Lucca e Viareggio. Una dimostrazione di come i valori del nostro territorio fossero sempre presenti in lui. Ai familiari e alla sua comunità il mio abbraccio personale e quello della comunità». —
Nicola Nucci
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