Meteo
Vendite in calo Settore vinicolo in allarme
A Montecarlo si spera in una soluzione entro l’estate per non ritrovarsi a partire on la nuova vendemmia con le cantine ancora piene
MONTECARLO
«È come affrontare improvvisamente una tappa di salita non segnalata, e in un momento così duro serve anche una bella spinta dal governo per ripartire»: questo il quadro dell’attività delle aziende vinicole descritta da Gino “Fuso” Carmignani, presidente del Consorzio Doc di Montecarlo.
A marzo le vendite hanno subito un drastico calo per la pandemia, con i locali chiusi cui si aggiungono le disdette di ordini.«Il coronavirus è stato come un improvviso black out e le vendite sono praticamente ferme – dice il noto viticoltore – l’immagine emblematica è la Firenze Mare deserta, e in Versilia il vino di Montecarlo è sempre più richiesto e apprezzato. C’è tuttavia un mondo che resiste, quello che vende via on line, soprattutto i vini più economici e i super. Non tutti però sono attrezzati per cambiare dalla sera alla mattina. È un momento drammatico per tutto il settore».
E anche il momento non aiuta: «I produttori erano pronti con le consegne per le festività di aprile e a Montecarlo per il 55% si producono bianchi che si bevono bene nel periodo estivo, vino che è fermo nelle cantine. Dobbiamo sperare che la situazione si risolva entro giugno-luglio per dare modo alle aziende montecarlesi di riprendersi e non vanificare il lavoro delle vigne, attenuando in parte gli effetti negativi del mancato arrivo dei turisti nei prossimi mesi».
Per la vendemmia sarà una corsa contro il tempo: «Le vigne hanno già iniziato il loro percorso e saranno accudite dai viticoltori con tutte le precauzioni per la propria salute. Il periodo della raccolta è tra ferragosto e ottobre, quindi il rischio più grande sarebbe arrivare alla vendemmia con le cantine piene». E quale sarà il destino della tradizionale festa del vino? «Meglio non pensarci e comunque sono scelte che spettano alle autorità, il nostro dovere è fare un buon vino ed è stato fatto». Fuso poi ringrazia a nome delle aziende vitivinicole sanitari e volontari per quanto stanno facendo e lancia un messaggio di speranza. «Credo fortemente nella medicina e nella scienza, in fondo siamo i figli di Leonardo e Galileo. Dobbiamo essere fiduciosi che sarà trovato un vaccino». —
Nicola Nucci
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
