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la protesta 

«Tasse cancellate nel 2020» L’aut aut dei commercianti

«Tasse cancellate nel 2020» L’aut aut dei commercianti

Il direttore Pasquini: «La misura dell’accesso al credito è insufficiente Se non avremo risposte, daremo il via a una forte mobilitazione»

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«Le misure adottate sinora dal Governo in primo luogo, ma anche dagli enti locali, per sostenere le piccole e mede imprese costrette a fronteggiare a tempo ancora indeterminato l’emergenza coronavirus e le sue ricadute economiche, sono del tutto insufficienti».

È netta la posizione Rodolfo Pasquini, direttore di Confcommercio Lucca e Massa Carrara, condivisa con tutti i propri sindacati, a seguito del cosiddetto “Decreto Liquidità” firmato pochi giorni fa dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. L’associazione non vede altra soluzione al problema della liquidità delle piccole e medie imprese del commercio se non la cancellazione di tutti i tributi di carattere sia locale che nazionale per tutto l’annata 2020.

«Non si può pensare – spiega Pasquini – che la soluzione del problema passi semplicemente attraverso la possibilità di accesso al credito per le imprese. Soprattutto, non si può pensare che un imprenditore si indebiti oggi, con la propria attività magari ancora chiusa e comunque, in qualunque caso, destinata a una ripartenza molto lenta, semplicemente per pagare scadenze fiscali che, non ce lo dimentichiamo, sono state in diversi casi posticipate dal Governo stesso e dai Comuni, ma in nessun caso annullate».

«Il punto è proprio questo – prosegue il direttore di Confcommercio -: i balzelli non sono stati cancellati, ma solo spostati di qualche mese. A cosa serve per un imprenditore un finanziamento, se poi dovrà utilizzarlo solo per rimettersi in pari con le scadenze fiscali? Si sarà indebitato senza aver avuto la possibilità di immettere liquidità fresca per rilanciare la sua impresa e pagare gli stipendi ai propri dipendenti». Secondo Pasquini, «l’unica soluzione reale per tenere in vita centinaia di migliaia di aziende e milioni di posti di lavoro è quella di cancellare ogni tributo nazionale e locale fino all’inizio del 2021. Solo a quel punto, auspicando che nel frattempo la situazione sia tornata alla normalità, le imprese potrebbero essere di nuovo in grado di fronteggiare le scadenze fiscali. Ma fino ad allora, ogni forma di liquidità nella disponibilità delle aziende dovrà essere dedicata solo ad azioni di rilancio e non certo al pagamento delle tasse».

«Giova ricordare una volta di più – termina – come in ballo qua non ci sia soltanto il futuro economico e produttivo del nostro Paese, che vede nelle piccole e medie imprese il suo motore e traino principale, ma anche quello sociale e occupazionale: se muoiono le imprese, svaniscono milioni di posti di lavoro».

Già dai prossimi giorni Confcommercio inizierà a discutere con i propri sindacati per predisporre un pacchetto di proposte mirate e diversificate da zona a zona, da sottoporre poi a ogni amministrazione comunale per il rilancio di ogni singolo territorio delle province di Lucca e Massa Carrara, visto che ogni zona ha le sue priorità ed esigenze che vanno valutate caso per caso. «Naturalmente - conclude Pasquini - fin da ora l’associazione è pronta a valutare forme di protesta qualora le nostre proposte non dovessero essere ascoltate». —

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