Il Tirreno

Lucca

lettera aperta del sindaco tambellini 

«Rimetteremo al centro i diritti e rinasceremo, tutti insieme»

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Il sindaco Alessandro Tambellini scrive ai suoi cittadini a Pasqua. Una lettera sentita e “forte”, in cui promette impegno per la rinascita della città e per la costruzione di una società sempre più solidale. «Vi scrivo nei giorni più significativi della nostra vita religiosa, il giorno di Pasqua, che cade in un momento tanto difficile della nostra vita civile. Questa Pasqua resterà scolpita nelle nostre esistenze, con le immagini di dolore che da settimane accompagnano le nostre giornate e affollano i nostri occhi e pensieri - scrive il sindaco -. Pasqua significa rinascita ed è simbolo di nuova vita, oltre che di pace, di unità, intima solidarietà. Quest’anno sarà diverso. Le persone care non saranno tutte intorno a noi. Ci saranno tante, troppe persone che trascorreranno questi giorni da sole: è innegabile che la solitudine si farà più pesante. Busserà la nostalgia, nel desiderio di riabbracciare un figlio o un genitore, di stringere un nipote, di sentire un amico, di essere vicino a un nonno».

«Sono tempi duri, e proseguiranno. Almeno fino al 3 di maggio, ma non crediate che dal 4 tutto torni come prima: questa vita sospesa segna una linea di demarcazione tra ciò che è stato e ciò che sarà e i giorni a venire sono incerti... Non li so immaginare neppure io».

«Posso raccontarvi - riprende -i dettagli di una malattia subdola che arriva come un’influenza e si trasforma in un calvario; la preoccupazione che ti pervade fino a renderti spoglio di fronte a quello che è stato e che, temi, possa non tornare più. È un’esperienza che impone di rallentare. A tutti. Stiamo vivendo un momento di passaggio interiore e collettivo, che ci porterà a cambiare le prospettive: i nostri stili di vita devono mutare, serve una società diversa, più unita e solidale. Serve un’economia al servizio delle persone e non il contrario. Siamo abituati a una vita impostata sulla velocità e ci stiamo rendendo conto dell’esatto opposto: la salute e la natura ci impongono di rallentare, di cambiare prospettive e approccio, di rimettere al centro i diritti fondamentali: libertà, uguaglianza, lavoro, mutualismo, studio, ricerca, la sanità sacrificata finora. Questo virus dovrà costringere la politica a pensare non solo all’oggi. Dovremo sempre di più immaginare provvedimenti che disegnino il domani. Oggi abbiamo l’obbligo di sostenere le esigenze immediate per far sì che nessuno si perda. Penso a chi ha perso il lavoro; a chi non sa quando potrà tornarvi. Penso a chi non sa se potrà riprendere l’attività iniziata, perché non sa se potrà sostenere le spese. Ma nella conoscenza reciproca, nell’interlocuzione, troveremo le soluzioni».

«Voglio essere chiaro - conclude -: metteremo a disposizione di Lucca e dei lucchesi tutto ciò che sarà possibile per far ripartire la città. Io vi ringrazio. Voi cittadine e cittadini che comprendete l’importanza di stare a casa, che accettate il sacrificio del distanziamento sociale in nome della causa più grande: conservare la vita e rispettare quella degli altri. Ci riprenderemo le nostre vite. Rinasceremo. Insieme. Ci aiuteremo a rialzarci, più forti, più orgogliosi, perché più solidali». —

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