Il Tirreno

Lucca

 

Tremila fiori per le tombe del cimitero chiuso

Martina Trivigno
Tremila fiori per le tombe del cimitero chiuso

Montecarlo: il dono dei florovivaisti per il camposanto di Montecarlo e per gli abitanti del borgo

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MONTECARLO. «In tanti avrebbero voluto mettere un fiore fresco sulla tomba dei propri cari, soprattutto per Pasqua. Invece il coronavirus ci ha tolto tutto, anche questa libertà. E allora ci abbiamo pensato noi».

Barbara Luporini, di San Salvatore, ha un’azienda florovivaistica a Pescia. E anche lei, come tutti i suoi colleghi della Valdinievole e non solo, ha dovuto fare i conti gli effetti nefasti del Covid-19 sull’economia.

Sono stati giorni di duro lavoro, quelli appena passati, per recidere gli steli dei fiori pur sapendo che nessuno, questa volta, li avrebbe acquistati. E così Luporini – con una decina di colleghi (Blumen, Paganelli, Nelli, Del Bontà, Orange, Papini, Zari, Bonini e Campetti) – ha deciso di promuovere un’iniziativa di solidarietà, regalando i fiori da loro prodotti per abbellire le tombe del cimitero di Montecarlo.

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Un’esplosione di colori e profumi che, ben presto, ha preso il posto di quei tanti petali ormai appassiti, senz’acqua da circa un mese. Da quando, infatti, un’ordinanza ha vietato ai cittadini di entrare nel camposanto. Per evitare assembramenti e, di conseguenza, la diffusione del coronavirus.

«I miei genitori sono sepolti al cimitero di Montecarlo, so cosa significhi non poter dire neppure una preghiera sulla loro tomba – racconta, commossa, Barbara Luporini – Ma so che anche da una situazione spiacevole può nascere qualcosa di buono. Così abbiamo recuperato tutti quei fiori – perlopiù calle e crisantemi – che sarebbero finiti al macero e abbiamo fatto in modo che avessero un’utilità sociale».

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Sono circa tremila i fiori che sono stati donati dalle aziende florovivaistiche. I volontari della Misericordia di Montecarlo, poi, nella giornata del venerdì santo, hanno fatto il resto: muniti di guanti e mascherine, prima hanno buttato via i fiori ormai secchi e, in seguito, li hanno sostituiti, restituendo al cimitero una veste curata. «Quando sono stato contattato da Barbara, un’amica da tanti anni – racconta il sindaco Federico Carrara – sono rimasto entusiasta. Il cimitero è chiuso da una ventina di giorni, ormai. Barbara è stata coinvolgente. Mi ha detto: se ti può far piacere, riesco ad avere dei fiori gratuitamente per abbellire il camposanto. Ho accettato subito».

Venerdì scorso, allora, due furgoni carichi di migliaia di fiori si sono fermati davanti al cimitero e, finalmente, è cominciata la sistemazione delle tombe.

«Sappiamo quanto questo momento sia difficile per tutti – conclude il primo cittadino – e quanto l’emergenza renda doloroso non poter avere un momento di raccoglimento nel luogo in cui sono sepolti i nostri defunti. Questo vuole essere un segnale di speranza durante il periodo pasquale».

E una parte dei fiori è stata depositata sull’altare della chiesa di Montecarlo (da cui questa mattina sarà trasmessa la messa di Pasqua in streaming) e pure nella chiesa di San Salvatore.

«Credo che le buone azioni possano assumere tante sfumature – conclude Barbara Luporini – Così abbiamo voluto trasformare il nostro mancato guadagno in un’opportunità, in un dono per l’intera cittadinanza. Perché la fragranza di quei fiori, seppur nel momento dell’emergenza, possa ricordarci che il nostro pensiero deve essere rivolto non soltanto a se stessi, ma anche verso il prossimo. E che ogni gesto di solidarietà è soprattutto motivo di speranza». –
 

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