Il Tirreno

Lucca

Pranzo di Pasqua a domicilio, un successo: «È voglia di normalità»

Barbara Antoni
Pranzo di Pasqua a domicilio, un successo: «È voglia di normalità»

Soddisfatti i ristoratori: «La gratificazione più grande sono i clienti. I margini economici non sono alti ma così siamo vivi»

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LUCCA. La soddisfazione più grande, raccontano i ristoratori, sono state le parole dei clienti, l’entusiasmo con cui hanno accolto l’iniziativa “Pasqua a domicilio”: il pranzo di Pasqua e Pasquetta che verrà recapitato a domicilio per chi lo prenoterà nei locali aderenti. Perché il cibo, si sa, è anche gioia, appagamento, e in una fase di emergenza come quella attuale, acquista altre valenze, altre sfaccettature. Lo dice anche Samuele Cosentino, titolare de Gli Orti di via Elisa, uno dei quindici ristoranti che hanno aderito all’iniziativa di Confcommercio. «Pasqua per noi è al tutto esaurito - spiega - e stiamo avendo buoni riscontri anche su Pasquetta. Da stasera inoltre (ieri sera, ndr) ripartiamo anche con i pasti a domicilio quotidiani, pranzo e cena. Ci siamo debitamente informati sulle modalità previste per lavorare sul domicilio e adesso partiamo al completo. Recapiti con nostro personale su mezzo elettrico, contenitori plastic free e metodi di pagamento via telefonino. Ma la soddisfazione più grande ce la danno i nostri clienti: durante le telefonate per verificare le ordinazioni hanno avuto parole di ringraziamento e vicinanza, abbiamo avvertito la voglia di entrare in modalità psicologica di festa grazie al cibo. Commercialmente non è un’operazione molto redditizia, ma avere sentito persone entusiaste, con il desiderio di normalità, è stato importante. Ci fa ben sperare per il ritorno, con le dovute cautele».

Le ordinazioni stanno andando bene anche all’Antica Trattoria Verciani - Il mecenate di Stefano De Ranieri. «Con questa iniziativa - spiega il ristoratore - proviamo a ripartire, altrimenti ti viene la tristezza, l’abbiamo presa con grande entusiasmo. I clienti fedeli ordinato il pranzo di Pasqua e Pasquetta, alcuni anche tutti e due. Abbiamo voluto rimetterci in moto con questa inziativa anche per il rispetto del personale e dei nostri fornitori, sono piccoli produttori e non se la passano bene in questo periodo. Ci siamo organizzati per il recapito: lo faccio io in persona».

Anche per Simona Greculeaza, che gestisce il ristorante Celide con Francesco Mazzoccheri, “Pasqua a domicilio” è un modo per trovare «una conferma di normalità. È vero che in questo periodo ci si può cucinare a casa, ma trovare il cibo pronto fa piacere. Facciamo consegne quasi solo ai nostri clienti, quelli che vengono normalmente al ristorante, ma con questo ritmo di lavoro sarebbe difficile andare avanti. Noi in realtà siamo partiti subito, con l’emergenza, con le consegne a domicilio: ma solo perché ci pensavamo da tempo e quindi eravamo già attrezzati».

Soddisfatto anche il gestore del ristorante All’Olivo, Corrado Petretti. «Fornire pasti a domicilio - spiega - per noi è restare attivi, è dire che ci siamo. Abbiamo cominciato dalla seconda settimana dell’emergenza coronavirus soprattutto per i clienti che ci conoscono bene, ma vogliamo intensificare questa modalità di lavoro anche in parallelo all’attività ordinaria: può essere un’ancora di salvataggio per il futuro, anche se per adesso più che guadagnare equivale a limitare i danni. Una bella gratificazione - aggiunge - sono i nostri clienti». —
 

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