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Nuovo avviso della Regione, laboratori lucchesi guardinghi
Dopo il diktat che ha stoppato le analisi effettuate dai privati il presidente Rossi ha riaperto la porta ai laboratori ma le linee guida non sono chiare
LUCCA
Test sierologici e tamponi, la Regione ci ripensa e torna a rivolgersi ai laboratori privati. Giovedì è stato pubblicato sul sito di Estar, un avviso riguardante l’effettuazione di un’indagine esplorativa di mercato per individuare interlocutori accreditati allo svolgimento di prestazioni di diagnostica di laboratorio e in grado di garantire l’effettuazione di test sierologici per il rilevamento di anticorpi e l’effettuazione di indagini molecolari sui tamponi per individuare il Covid. L’avviso scadrà nella giornata di oggi.
Si tratta di un’apertura dopo che la scorsa settimana il presidente Enrico Rossi di fatto aveva bloccato i test dei privati, minacciando perfino di requisire i kit. O entrate a far parte dello screening regionale rispettando le nostre linee guida oppure i vostri test non avranno valore. Questo in sintesi, il messaggio arrivato da Firenze. Una scelta che ha sollevato polemiche perché più rapidamente si effettua lo screening e prima si potrà passare alla “fase 2”, ovvero quella della convivenza col virus. Per questo il ruolo dei privati è fondamentale. Ciò nonostante il dietrofront della Regione non convince del tutto i laboratori lucchesi. Barbantini e Santa Zita non parteciperanno: non è quello il loro core business. Il Centro analisi Lamm, invece, è più interessato. Già da un paio di settimane il laboratorio si era preparato per effettuare i test e i tamponi privatamente, ma il diktat di Rossi ha bloccato l’attività costringendo il centro a disdire le oltre 500 prenotazioni che erano già state effettuate. «Risponderemo all’avviso - fanno sapere da Lamm - Ma ci sono ancora molte cose da capire». Anche Esculapio, che per le analisi di laboratorio si appoggia al Centro ricerche cliniche di Pisa, rimane vigile ma non troppo convinto. Molto dipenderà dal tipo di test che la Regione chiederà: quelli cosiddetti a “cassetta” costano meno ma sono giudicati a rischio errori (ovvero falsi positivi). I laboratori lucchesi si erano preparati su test sierologici più accurati che oltre a rilevare la quantità delle immunoglobuline Igg e Igm sono in grado di misurarne la quantità. Costano di più, ma sono considerati più precisi fermo restando che il test diagnostico ultimo resta il tampone. Quando la Regione detterà le linee guida si capirà se al tavolo siederanno anche i lucchesi. —
G.P.
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