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Lucca

Asl bussa ai privati: interventi chirurgici alla Barbantini Venti letti a S. Zita

Gianni Parrini
Asl bussa ai privati: interventi chirurgici alla Barbantini Venti letti a S. Zita

Reparti e sale operatorie del San Luca dedicate ai Covid Una quota dell’attività ordinaria trasloca fuori dall’ospedale

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LUCCA

L’Asl chiede aiuto alle cliniche private: interventi chirurgici alle Barbantini, Cure intermedie a Santa Zita. L’emergenza Covid ha costretto l’azienda sanitaria a riprogrammare la sua attività: molte aree dell’ospedale sono state destinate esclusivamente all’accoglienza dei soggetti positivi al coronavirus e la direzione ha dovuto trovare una soluzione per continuare a svolgere l’attività ordinaria, che seppure ridotta, non è comunque cessata. L’emergenza, che ha toccato il suo picco un dozzina di giorni fa, ha fatto sì che gran parte dei posti dell’area chirurgica fossero riconvertiti in letti di Malattie infettive per i Covid con una conseguente riduzione delle attività chirurgiche.

Non solo: nella delibera 239 si legge che gran parte delle sale operatorie del San Luca sono state trasformate in posti letto per la Terapia intensiva (sono infatti dotate di ventilatori). Di conseguenza le sale al momento utilizzabili extra-Covid sono solo un paio e non bastano per rispondere a tutte le urgenze ordinarie, agli interventi per patologie tempo dipendenti (ad esempio quelle oncologiche) e tutte quelle prestazioni (ordinarie, di day surgery o ambulatoriali) non più posticipabili per la chirurgia generale, ortopedia-traumatologia, urologia, dermatologia, oculistica, ginecologia. L’azienda ha ritenuto necessario anche un incremento dei posti letto di Cure intermedie, articolati tra le strutture private e quelle pubbliche in modo da garantire una completa separazione tra i pazienti Covid e non-Covid.

Per tutti questi motivi l’Asl è tornata a bussare alle cliniche private: San Camillo a Forte dei Marmi, Fondazione Don Gnocchi a Massa, Casa di Cura Villa Tirreno a Livorno e ultime (ma non meno importanti) le due cliniche lucchesi, la Casa di cura Barbantini e la Casa di cura Santa Zita. Almeno fino al 31 maggio (ma la scadenza è prorogabile) la clinica Barbantini si metterà a disposizione dell’azienda sanitaria per far svolgere nelle proprie sale operatorie una quota delle attività di pertinenza aziendale. Gli interventi saranno realizzati in maniera congiunta: l’Asl metterà le équipe chirurgiche che solitamente operano in ospedale, mentre la Casa di cura assicurerà l’idoneità degli spazi e delle apparecchiature. Il budget massimo che la Barbantini riceverà è di 616mila euro (ma l’entità dipenderà dal numero di interventi eseguiti). Ci sono poi altre 50mila euro per il ricovero di pazienti in medicina.

Alla Casa di Cura Santa Zita, invece, l’Asl ha chiesto 20 posti letto di Cure intermedie. Una scelta dettata dal fatto che molti pazienti Covid in via di guarigione, prima di essere rimandati a casa hanno bisogno di trascorrere diversi giorni in reparti monitorati. Sedici nuovi posti letto sono stati ricavati nel padiglione C del Campo di Marte dove già si trovavano le Cure intermedie (altri 28 posti), ma dato che il fabbisogno rischia di essere superiore si è pensato di ricorrere a Santa Zita per avere un ulteriore serbatoio di posti. È giusto specificare che nella struttura privata verranno mandati solo i pazienti non-Covid bisognosi di cure intermedie, mentre i Covid staranno a Campo di Marte. Il budget massimo messo a disposizione della casa di cura è di 277mila euro (154 euro al giorno per posto letto).

Non è la prima volta che il pubblico si rivolge al privato: anche per i test sierologici e tamponi (vedi pezzo sotto) la Regione ha pubblicato un avviso rivolto alle strutture private dotate di laboratori di analisi adeguati ad eseguire questo tipo di diagnosi. —

Gianni Parrini

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