Il Tirreno

Lucca

Muore in ospedale 85enne di Lucca Calano i contagi: nove i nuovi casi

Martina Trivigno

Marisa Gandolfi era ospite di una Rsa e aveva già problemi di salute pregressi. I nipoti: «Una donna buona, ci mancherà»

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Martina Trivigno / lucca

Ci sono nove nuovi casi di contagio da Covid-19 in Lucchesia (due in meno rispetto a quelli diffusi nel bollettino dell’Asl Toscana nord ovest nella giornata di mercoledì scorso) e un decesso: si tratta di Marisa Gandolfi, 85 anni, di Sant’Alessio.

Ma cominciamo dai nuovi positivi al coronavirus: si registrano due casi a Lucca (due uomini, tutti e due a casa) e una donna di 64 anni a Capannori; sei, invece, in Valle del Serchio: uno a Bagni di Lucca, un altro a Fabbriche di Vergemoli e quattro a Barga. Qui, salgono a 28, in totale, i casi di positivi al coronavirus sul territorio barghigiano. E, nello specifico, si tratta di una ragazza di Barga già positiva e il cui tampone ha di nuovo dato esito positivo. Gli altri tre ad aver contratto il Covid-19 sono, invece, una donna di Barga di 45 anni e pure due ragazzi ventenni (un maschio e una femmina) di Castelvecchio Pascoli, tutti e due legati al “focolaio” che si è sviluppato all’interno della Rsa “Paoli Puccetti” di Gallicano.

A dare conferma dei quattro casi positivi è la sindaca di Barga, Caterina Campani, che sottolinea però il buono stato di salute di tutti e quattro i cittadini, ora in quarantena obbligatoria nelle proprie abitazioni. «A tutti loro – sottolinea la prima cittadina – inviamo il nostro augurio per una veloce guarigione. Tutti i protocolli di controllo dei contatti diretti, per stabilire eventuali ulteriori quarantene, sono già stati espletati».

E ancora una volta, a ricordare quanto il Covid-19 sia un mostro subdolo e aggressivo, ci pensa la scomparsa di Marisa Gandolfi, 85 anni. La donna, ospite della casa degli anziani di Santa Maria Assunta, a Santa Maria del Giudice, era già molto debilitata quando il virus l’ha attaccata. E, nonostante il ricovero al San Luca, alla fine Gandolfi non ce l’ha fatta.

Lei, che per tutta la vita ha lavorato come sarta, viveva, da sola, a Sant’Alessio, prima di trasferirsi nella casa degli anziani: non era sposata e non aveva figli, ma era molto legata ai suoi tre nipoti, Stefania e Cristiana Moncini e Sergio Rapuzzi e pure alla sorella Mariangela Gandolfi.

«Nostra zia era una persona buona – racconta, commossa, la nipote Stefania – Le sue condizioni si sono aggravate all’improvviso: aveva difficoltà respiratorie e anche gli altri sintomi del coronavirus. È morta mercoledì scorso, al nosocomio di Lucca. Siamo molto dispiaciuti perché non possiamo neppure celebrare il funerale. Il Covid-19 le ha tolto anche questo diritto sacrosanto, oltre che la vita. Noi la ricorderemo per sempre e ci mancherà la sua generosità e disponibilità verso gli altri». Oggi si svolgerà la benedizione del feretro al cimitero di Sant’Alessio, dove l’anziana sarà sepolta. Alla cerimonia, strettamente privata, parteciperanno in pochi per un ultimo addio a Marisa Gandolfi. –

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