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Alberghi sanitari cercansi: altri due dopo Bernardino
Già siglata la convenzione con l’agriturismo la Campanella a Gallicano Trattative avanzate con l’hotel Villa Rinascimento a Santa Maria del Giudice
LUCCA
Covid, i pazienti positivi che finora erano in quarantena a casa e i soggetti clinicamente guariti dimessi dall’ospedale sono caldamente invitati dalla Regione a prendere alloggio negli alberghi sanitari. Non c’è un obbligo esplicito, questo è bene dirlo, ma l’ultima ordinanza firmata dal presidente Enrico Rossi incentiva l’uso di queste strutture dove l’isolamento è controllato e la sorveglianza sanitaria più proficua di quella fatta via telefono. Qui medici e infermieri della Prevenzione si presenteranno una volta al giorno per controllare i pazienti.
Sia i positivi che stanno bene e i guariti non ancora “negativizzati” (e pertanto potenzialmente contagiosi) sono invitati in maniera esplicita a ricoverarsi in questi alberghi, soprattutto se vivono in casa con altre persone e non possono garantirsi un isolamento sicuro al 100%. Se non lo fanno, devono assumersene la responsabilità nero su bianco, firmando un modulo che viene presentato loro dalle Usca, le unità medico-infermiere che hanno il compito di occuparsi a domicilio dei positivi.
In tutta la Toscana sono 4.231 le quarantene a domicilio, e dato che la provincia di Lucca è uno dei territori più colpiti si può ragionevolmente stimare che tra Piana e Valle ci siano tra le 300 e 400 persone positive al Covid in sorveglianza sanitaria a domicilio. A queste vanno ad aggiungersi i clinicamente guariti il cui numero aumenta di giorno in giorno (106 nell’Asl nord ovest solo ieri).
Per questo anche sul territorio si stanno cercando alberghi sanitari da utilizzare. Nei giorni scorsi l’Asl ha siglato una convenzione con l’hotel Bernardino dell’Arancio. «La struttura di via di Tiglio a inizio settimana ha aperto le porte ai suoi primi ospiti – spiega il dottor Luigi Rossi, direttore della zona distretto Piana di Lucca – Tre pazienti: due arrivano dalla quarantena a domicilio e uno in dimissione dall’ospedale». L’hotel, gestito dalla signora Manuela Clerici, ha messo a disposizione 22 stanze, ma dato che il numero dei soggetti è destinato ad aumentare si cercano altre strutture. Trattative avanzate sono in atto con Villa Rinascimento a Santa Maria del Giudice. «Stiamo parlando di questa ipotesi con l’azienda sanitaria – spiega Cornelia Tersteeg, di origini olandesi, titolare della struttura che gestisce insieme al figlio – Abbiamo messo a disposizione la dependance, che è staccata dal corpo centrale della villa e anche dalla nostra abitazione. C’è tutto quel che è previsto dalla convenzione: tv, wifi, bagno in camera. Del resto in questo momento le strutture alberghiere come la nostra sono vuote e le prenotazioni sono state tutte cancellate. Qui facevamo anche i matrimoni, ma pure quelli sono stati rimandanti. Fino ad agosto non abbiamo niente. Tanto vale rendersi disponibili per questa soluzione».
Anche in Valle del Serchio si cercano strutture da trasformare in alberghi Covid: «Lunedì abbiamo siglato la convenzione con l’agriturismo Campanella di Gallicano – spiega il dottor Franco Chierici, direttore della zona distretto Valle del Serchio – Un’altra struttura si è fatta avanti ma prima dobbiamo capire qual è il reale fabbisogno della nostra area». —
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