Meteo
«Dallo stop delle lezioni grande risposta delle scuole»
lucca
«Ci siamo incontrati per porci in ascolto del nostro territorio e delle nostre comunità in questo momento e intendiamo condividere le nostre riflessioni per contribuire a creare le condizioni migliori possibili per attraversare un tempo di novità, di disorientamento e, per molte persone, di dolore»: inizia così la lettera inviata a tutti i dirigenti scolastici del territorio dagli assessori alle politiche formative della Conferenza zonale per l’istruzione che riunisce i dei comuni della Piana (Lucca, Altopascio, Capannori, Montecarlo, Pescaglia, Porcari e Villa Basilica).
«L’esperienza della sospensione delle attività e dell’isolamento comporta conseguenze inattese per il mondo dell’educazione, dell’istruzione, della formazione – proseguono gli amministratori – la risposta data con grande impegno dalle scuole e dai servizi educativi è stata improntata da subito alla didattica a distanza. Educatrici, educatori, docenti, dirigenti, tutto il personale delle scuole hanno intensificato il loro lavoro, fino a renderlo ancora più pressante rispetto alle precedenti modalità. Con grande sensibilità e generosità molti hanno attivato forme nuove per mantenere viva la quotidiana attività dell’insegnare e dell’apprendere. La molteplicità delle iniziative, la varietà dei tentativi, la pluralità delle esperienze pensiamo posso essere raccolta come ricchezza piuttosto che come competizione tra diversi istituti e diverse scuole».
«La molteplicità delle proposte disponibili – prosegue la lettera – permette di esplorare nuovi territori del sapere anche con strumenti semplici, come i canali televisivi destinati alla didattica, anche là dove le connessioni siano difficili, con indicazioni di letture, di ascolti, di espressioni libere, opportunamente adeguate alle varie età. La connotazione della relazione di insegnamento /apprendimento può essere definita dalla modalità del dialogo incoraggiante, può definire tempi distesi invece che compressi, può dedicare attenzione alle singole condizioni di ogni bambino e ragazzo, in modo da permettere anche a chi vive una disabilità o presenta bisogni educativi speciali di trovare accoglienza e risposta. In questa situazione tutto deve essere fatto per non aumentare le disparità e le disuguaglianze, ma per ridurle e superarle. Possiamo imparare da un grande maestro, che è stato in realtà il primo artefice della didattica a distanza, Alberto Manzi a considerare che il primo obiettivo è cercare di mantenere negli interlocutori, bambini di una classe o adulti davanti la televisione (oggi anche un computer, un tablet) una “tensione cognitiva” che li spinge a voler sapere, ad aver voglia di scoprire qualcosa di nuovo. Con Alberto Manzi vorremo poter dire: “Non insegnavo a leggere e scrivere: invogliavo la gente a leggere e a scrivere’”, e condividere ancora oggi sempre di più l’esperienza dell’avventura entusiasmante di imparare insieme». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google