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«Nuove strategie per la ripartenza»
L’assessore Ragghianti punta a ridurre l’accoglienza in strutture extralberghiere per spostare i turisti negli hotel
lucca
«Il turismo è uno dei settori che hanno preso la botta più grossa». A caldo, in un filo diretto fra pensiero e parola, è la prima considerazione dell’assessore al turismo Stefano Ragghianti sulla realtà delle cose del turismo, oggi, a Lucca e non solo. «In poche ore è cambiato il mondo - aggiunge -, dovremo ripensare tutto. Niente potrà più essere come prima. L’unico conforto è che i vantaggi che Lucca aveva accumulato potranno servire per la ripartenza».
Sul tavolo della auspicabile ripartenza, i temi però sono tanti e diversificati.
«Andranno ripensate le forme di turismo - dice l’assessore -. Anche modalità che non ci stavano particolarmente a cuore, come i bus di turisti mordi e fuggi, andranno riconsiderati. Poi c’è tutto il tema della locazione turistica: ci auguriamo che la maggior parte degli alloggi destinati a questo scopo possa essere riconvertiti in residenziale. Questa per noi rappresenta una priorità, per far tornare la residenza in centro storico e spostare l’accoglienza turistica nelle strutture alberghiere. Negli ultimi anni, la ricettività è cresciuta a Lucca per due terzi nel settore extralberghiero: si tratta di B&B o di altre forme di microimprese. La crisi che stiamo vivendo è l’occasione per vedere se la ricettività può essere riequilibrata. Con affitti a canone agevolato o con cedolare secca, gli appartamenti del centro storico oggi usati per gli affitti turistici potrebbero essere alla portata di coppie, singoli e famiglie che vogliono abitare in centro».
Quando la ripartenza ci sarà, Ragghianti prevede che il turismo lucchese dovrà puntare a un pubblico nazionale, visto che «Gran Bretagna e Spagna, i paesi da cui provenivano per la maggior parte i turisti di Lucca, sono in difficoltà». Ma da ripensare, aggiunge, ci saranno anche le tipologie di eventi da organizzare. «Nell’immediato futuro - dice l’amministratore - credo che dovremo prediligere eventi tipo mostre, con ingressi diluiti, piuttosto che i concerti. L’emergenza coronavirus è un’occasione, drammatica, per ripensare tutto lo sviluppo della città, per ripensare il piano strategico culturale e del turismo».
E assolutamente non ultima, c’è tutta la partita degli eventi del calendario ViviLucca, già pronto per il 2020. Ma che a questo punto rischia, almeno in parte, di saltare. «Stiamo valutando il calendario ViviLucca - conferma Ragghianti -. Dall’inizio della prossima settimana cominceremo a vedere cosa fare. Di sicuro tutta la prima parte è in forte discussione. E non ci saranno trasposizioni di eventi dal primo al secondo semestre dell’anno. Il calendario è tutto da ripensare in prospettiva del secondo semestre: questa emergenza modificherà gli eventi. Ad esempio nel 2020 saranno i duecento anni dalla fondazione dell’Orto Botanico di Lucca. Un luogo aperto, e gli eventi si potranno svolgere all’aperto: sarà certamente un versante su cui punteremo molto, anche per una questione di sicurezza. Agli operatori turistici dico: “state con il motore al minimo, ma non lo spengete. C’è da ripartire”. Ho parlato con albergatori e guide: aspettiamo il decreto di aprile del governo, poi anche il Comune farà la sua parte». —
Barbara Antoni
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