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«I soldi sono ben utilizzati ma è solo il primo passo»

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Due milioni 285.000: a tanto ammontano le risorse giunte nella provincia di Lucca a seguito dell’ordinanza della Protezione Civile che domenica 29 marzo ha annunciato il trasferimento di 400 milioni di euro ai Comuni di tutta Italia. Risorse da contabilizzare a titolo di misure urgenti di solidarietà alimentare.

La disponibilità di queste risorse è immediata e disciplinata dall’ordinanza, in base alla quale si prevede la seguente ripartizione: l’80% dell’ammontare totale in proporzione alla popolazione residente in ciascun Comune (salvo decurtazione per i comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti, per garantire un trasferimento minimo a tutti gli enti locali non inferiore a 600 euro e un contributo raddoppiato ai comuni della “zona rossa”; il restante 20% tenendo in considerazione il reddito pro-capite di ciascun Comune in rapporto al valore medio nazionale.

L’ordinanza prevede inoltre che i Comuni possano destinare alle presenti misure urgenti di solidarietà alimentare eventuali donazioni da raccogliere tramite conti correnti appositamente dedicati. Con le risorse destinate dal Fondo di solidarietà alimentare e ricevute con le specifiche donazioni, i Comuni sono autorizzati ad acquistare buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari in esercizi commerciali individuati da ciascuna amministrazione e generi alimentari o prodotti di prima necessità da consegnare direttamente ai beneficiari.

«Alla luce dell’ordinanza e in virtù di una tradizione molto positiva di contrattazione sociale, che i sindacati da sempre svolgono con tutti i Comuni della provincia di Lucca - spiegano Cgil, Cisl e Uil provinciali attraverso i segretari generali (rispettivamente) Rossano Rossi, Paolo Bani e Giacomo Saisi, e i segretari dei sindacati pensionati Spi Cgil (Roberto Cortopassi), Fnp Cisl e Uil Pensionati - abbiamo fatto una serie di verifiche, ovviamente telefoniche, con molti sindaci e assessori. Da questi contatti con abbiamo preso atto, e non avevamo dubbi, che le modalità di attuazione dei necessari interventi per garantire sostegno alla popolazione vanno nella giusta direzione. Sarà importante, date le risorse ancora limitate, che l’individuazione dei beneficiari avvenga quanto più possibile in ragione dei bisogni dei nuclei, assumendo ciò che l’ordinanza si limita a indicare come elemento prioritario, ma non escludente, la distribuzione a chi non beneficia di altri sussidi, ma anche ponendo attenzione per cercare raggiungere quanto più possibile i nuclei ancora non noti ai servizi sociali».

«Lo stanziamento è sicuramente utile ed è un buon primo passo, ma è chiaro, e Cgil, Cisl e Uil lo stanno chiedendo a livello nazionale - concludono -, che saranno necessari interventi ulteriori e straordinari legati all’emergenza per scongiurare l’acuirsi della povertà e delle disuguaglianze». —

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