Il presidio
Vendeva pane al nero senza norme igieniche e in barba ai divieti Covid
Protagonista un quarantenne disoccupato che vive a Uzzano e che è stato sorpreso dai vigili mentre con l’auto da rottamare faceva consegne porta a porta
ALTOPASCIO
Gli agenti della polizia municipale non volevano credere ai loro occhi. Eppure in piena emergenza coronavirus un quarantenne di Uzzano, a bordo di una vecchia Fiat Panda da sanificare, stava percorrendo le strade di una frazione del Comune di Altopascio per consegnare, porta a porta, pane e focaccia. Solo che l’alimento non si trovava in appositi contenitori e dentro ad un idoneo mezzo di trasporto omologato per il trasporto di generi alimentari. Il pane era ammassato, sfuso e alla rinfusa, in ceste di plastica: in barba a norme igienico-sanitarie. E non è tutto. Il falso panettiere - in realtà un disoccupato che esercitava abusivamente il lavoro ed era privo di partita Iva non rilasciando attestazioni fiscali - si muoveva con disinvoltura tra le case senza presidi sanitari e calzando solo un guanto.
LA DENUNCIA
Stando ai primi accertamenti della polizia municipale di Altopascio, diretta dal comandante Italo Pellegrini, il quarantenne di Uzzano aveva iniziato quell’attività completamente al nero già ad inizio 2020. Quando una pattuglia in borghese, dopo averlo seguito, lo ha fermato, l’uomo inizialmente ha cercato di eludere gli agenti sostenendo di essere un panettiere titolare di un’azienda e che stava consegnando pane e focaccia su ordinazione. Ma i vigili urbani, dopo averlo condotto al comando, lo hanno ascoltato e di lì a poco è emersa la verità. L’uomo non era titolare o dipendente di alcuna azienda commerciale e non aveva alcuna giustificazione per muoversi liberamente sul territorio visti i divieti legati al Covid. É stato quindi multato, denunciato e gli è stata ritirata la carta di circolazione visto che la sua Fiat Panda è stata sottoposta a fermo amministrativo. Vista l’assenza di qualsivoglia attestazione fiscale gli atti verranno trasmessi, oltre alla procura, anche alla guardia di finanza per le sanzioni del caso. Sono in corso indagini per capire dove teneva il resto del pane visto che pare ne acquistare 200 chili al mese e chi era il suo fornitore. Un controllo fatto per contrastare l’abusivismo commerciale con particolare attenzione alla salute pubblica. «Questa persona - dice Pellegrini - vendeva direttamente a casa dei cittadini il pane senza essere titolare di partita Iva o di attività commerciale o artigianale. Abbiamo interrotto la sua condotta illecita multandolo anche per violazione al codice della strada». —
Luca TRONCHETTI
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