Il presidio
Nuovo contagiato alla Rsa Paoli Puccetti
L’anziano, di Molazzana, era stato dimesso dalla struttura prima dello scoppio del caso: positiva anche la figlia dell’uomo
gallicano
Era stato dimesso prima che scoppiasse l’emergenza Covid-19 nella Rsa “Paoli Puccetti” di Gallicano. Prima che la metà di pazienti e operatori venisse dichiarata positiva al coronavirus. Ma, evidentemente, tanto gli era bastato per contrarre la malattia. Perché poco dopo, all’anziano – residente nel comune di Molazzana – si sono manifestati i sintomi: la tosse e la febbre. E pure la figlia (con cui l’uomo vive) è risultata positiva al Covid-19.
Un nuovo caso da annoverare, in sostanza, tra quelli della Rsa di Gallicano. E i numeri, purtroppo, lasciano poco spazio a interpretazioni: 23 persone (tra pazienti e operatori)su 44 sono risultate positive.
E il sindaco di Gallicano, David Saisi, fa sapere che, entro una settimana, la residenza sanitaria assistenziale potrebbe diventare una struttura Covid: dei 24 operatori che lavorano nella struttura, infatti, 10 hanno contratto il coronavirus. E la stessa sorte, purtroppo, è toccata anche a dodici ospiti su venti.
«Non è escluso che accada e presto lo sapremo – sottolinea il primo cittadino di Gallicano –In questo modo, i positivi che non necessitano di ricovero potranno stare in isolamento e in sorveglianza sanitaria. In quel caso, poi, bisognerà valutare se i pazienti negativi andranno trasferiti altrove». Ma, d’altronde, la situazione della Rsa “Paoli Puccetti” è già ampiamente compromessa: il virus si è insidiato tra le mura della struttura, colpendo 23 persone e uccidendo anche un paziente, Luciano Nannizzi, 77 anni, di Valdottavo, ma ricoverato nella residenza sanitaria già da tempo.
«È fondamentale, soprattutto in questa fase – aggiunge il sindaco Saisi – mantenere alta la guardia e attendere le decisioni che saranno prese, a breve».
Soddisfatti, intanto, Stefano Mugnai, deputato e coordinatore regionale, e Maurizio Marchetti, capogruppo in consiglio regionale di Forza Italia. «Sulle residenze sanitarie assistenziali – scrivono i due esponenti in una nota congiunta – la Toscana ha raccolto la nostra richiesta di misure d’avanguardia sul controllo e contrasto ai contagi da coronavirus Covid-19 e adesso avvia la raccolta di tamponi a tappeto nelle strutture. Speriamo non sia tardi».
«La Toscana è arrivata dopo e i focolai si sono così riprodotti – concludono Mugnai e Marchetti – Oltre agli ospiti, nelle Rsa, ci sono poi gli operatori, in complessi che spesso non hanno neppure un’organizzazione modulare che consenta la separazione degli spazi. Una bomba». –
martina trivigno
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