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Coronavirus, medici e infermieri a casa per visite e tamponi: si parte

Gianni Parrini
Coronavirus, medici e infermieri a casa per visite e tamponi: si parte

Da lunedì ecco le Usca: gestiscono i pazienti Covid e fanno test sui casi sospetti. Pubblicata la graduatoria dei dottori: ecco quelli che hanno scelto Piana e Valle

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LUCCA. Il nome non è dei migliori (Usca) ma la loro funzione è di primaria importanza: gestione a casa dei pazienti Covid e tamponi da effettuare, sempre a domicilio, sui soggetti che presentano sintomi sospetti. Partono lunedì le Unità assistenziali di emergenza territoriale previste dalla regione Toscana: «Si tratta di team composti da una diade di professionisti: un medico e un infermiere – spiega il dottor Marco Farnè, direttore dell’unità operativa complessa Cure primarie di Lucca – Sul nostro territorio le Usca sono inizialmente quattro: due nella Piana e due nella Valle, per un totale di 12 medici (tre ciascuna). Le Usca saranno operative 12 ore al giorno (dalle 7 alle 20) e verranno attivate dai medici di famiglia: il loro compito sarà quello di gestire i pazienti Covid a domicilio e di fare i tamponi nei soggetti che presentano una sintomatologia che faccia pensare a un contagio da coronavirus. Ciascun medico sarà affiancato da un infermiere».

Ieri mattina è stata pubblicata la graduatoria dei soggetti che hanno risposto all’avviso dell’Asl: 178 in tutto. «Un ottimo risultato, non ne aspettavamo così tanti – commenta Farnè – per il momento verranno messi in servizio i primi 66 in graduatoria, ma è possibile che le Usca vengono integrate ulteriormente». Ieri mattina i dirigenti dell’Asl nord ovest si sono ritrovati agli uffici direzionali di Pisa per l’assegnazione dei posti. «Venerdì i primi 66 classificati parteciperanno a un corso di formazione online – precisa Farné – Lunedì mattina inizieranno l’attività. Per quelli di Lucca e Piana la base nonché sede logistica sarà Campo di Marte: qui ci sono le macchine e il deposito dei materiali». Ieri mattina è arrivato anche un carico di dpi, i famosi dispositivi di protezione individuale che medici e infermieri indosseranno: mascherine fpp2, tute a prova di rischio biologico, guanti, caschi con visiera. Ovvero quell’armamentario che finora i medici di famiglia non avevano avuto a disposizione. «Proprio con i medici di medicina generale e le aggregazioni funzionali territoriali dovremo accordarci sui meccanismi di attivazione – precisa Farné - saranno loro e non il singolo individuo a indirizzare l’attività delle Usca».

C’è poi la questione delle terapie anti-covid da somministrare a domicilio: la Regione ha stilato un vademecun che fornisce indicazioni pratiche in forma di raccomandazione nel trattamento di Covid-19. Ma trattandosi di farmaci ospedalieri, i medici di famiglia in teoria non sono autorizzati alla loro somministrazione. Un problema che andrà affrontato. Medici di assistenza primaria, di continuità assistenziale, medici che frequentano il corso di formazione in medicina generale regionale, laureati in medicina: questi i profili che davano diritto a rispondere all’avviso della Regione. Tra i primi 66 ecco i nomi di coloro che hanno indicato come sede la Piana o la Valle: Davide Costanzo, Nicola Mannoni, Rossella Mazzanti, Ferdinando Catania, Chiara Caschi, Sara Nasoni, Maria Orsi, Filippo Maria Barberi, Mattia Iachini, Giorgio Biagini, Alessandro Froli, Gaia Coluccia, Davide Frediani, Sara Pellini, Mario Giordano. Tra questi 15 ci sono i 12 medici Usca che presteranno servizio sul nostro territorio. —

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